Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi e convocato oggi in Procura a Pavia per essere interrogato, “si avvarrà della facoltà di non rispondere”. Lo annunciano, in una nota, gli avvocati difensori Angela Taccia e Liborio Cataliotti.
La decisione, spiegano, è stata dettata dal fatto “le indagini non sono chiuse e che dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo, vieppiù considerato che il fascicolo delle indagini oltre che incompleto non è ancora visionabile”.
La Procura di Pavia, quando avrà
chiuso le nuove indagini sul delitto di Garlasco del 2007 col
deposito di tutti gli atti dell’inchiesta su Andrea Sempio che
va avanti da oltre un anno, potrebbe mettere a disposizione
quelle carte, oltre che ovviamente ai legali dell’indagato per
omicidio volontario aggravato, anche della difesa di Alberto
Stasi, condannato definitivo. Carte utili per una richiesta di
revisione del processo degli stessi difensori dell’ex
bocconiano, che era già parte interessata del maxi incidente
probatorio genetico e sulle impronte.
Da quanto si è saputo, tra l’altro, alla Procura generale di
Milano, i cui vertici lo scorso 24 aprile hanno incontrato il
procuratore Fabio Napoleone, non sono attesi, al momento, entro
questa settimana gli atti con cui gli stessi pm pavesi, come
preannunciato, solleciteranno una richiesta di revisione alla
stessa Pg. Atti evidentemente collegati a quelli da depositare
con la chiusura dell’inchiesta, che non pare, dunque, prevista
in un range temporale brevissimo.
Al termine dello studio delle nuove risultanze investigative,
tra consulenze e testimonianze, dunque, arriverà di certo
un’istanza di revisione da parte della difesa di Stasi alla
Corte d’Appello di Brescia, mentre la Procura generale dovrà
decidere se presentarla o meno o far pervenire un parere scritto
ai giudici bresciani, chiamati a decidere comunque sull’istanza
di Stasi. L’ultimo grado sulla revisione sarà poi competenza
della Cassazione.














