HomeCultura e Tempo LiberoDOMENICA LA PRESENTAZIONE: ‘L’ARCHIVIO DELLA SAFFA NELL’OPERA DI ERMANNO TUNESI’

DOMENICA LA PRESENTAZIONE: ‘L’ARCHIVIO DELLA SAFFA NELL’OPERA DI ERMANNO TUNESI’

Ho conosciuto Ermanno Tunesi da vicino. Forse è per questa ragione che Lorenzo Imeri ci ha chiesto di fare la presentazione (qui sotto pubblicata) dell’ultimo libro ‘incompiuto’ di Ermanno sull’Archivio Saffa nella storia – Fine di un’azienda e inizio di una leggenda 1950-2002.
Fresco di stampa il libro è dedicato alla memoria dell’ingegner Pietro Molla e sarà presentato domenica 10 maggio alle 10.30 al parco Mylius.
Fu Tunesi a fondare l’associazione storica ‘La Piarda’ e alla sua sensibilità si deve la riscoperta della Festa della Sücia perché: “Il boom economico degli anni Sessanta, con l’automobile e tutto il resto aveva allontanato la gente dalle tradizioni. Era diventato di moda fare la gita domenicale nei luoghi rinomati e anche la tradizionale Sücia stava andando in archivio”.
Dalla percezione di questa ‘disgrazia’ nacque la forza per organizzare – il 24 settembre 1978 – la rinata Festa della Sücia. E con essa il primo libro scritto in collaborazione con Lorenzo Imeri, Un paese in immagini, frutto della sua attività di fotoamatore. Ne seguirono tanti altri, ma la sua opera ‘omnia’ fu certamente quella dedicata alla ‘Saffa’, l’azienda nella quale aveva lavorato e per la quale ebbe l’onore di un servizio sul TG1, dove tratteggiò la storia di un’azienda all’avanguardia di cui fu instancabile ricercatore della storia, ma anche agguerrito collezionista delle scatolette del piccolo fiammifero ‘Made in Italy’.
Difatti, negli ultimi anni si era messo di buzzo buono nella ricerca dell’archivio della Saffa. L’azienda aveva cessato l’attività e mentre scomparivano i testimoni dell’epopea del fiammifero lui iniziò a tracciare una vera e propria storia con l’aiuto dell’ingegner Molla – arricchendola di immagini eccezionali – per far conoscere tutte le produzioni dell’azienda e la ‘filosofia imprenditoriale’ che la animava tendente verso un’economia circolare (automatizzazione impianti, cartiera, mobili, recupero scarti), formazione personale, creazione del ‘villaggio Saffa’.

SAFFA: LA STORIA MIRACOLOSA DEL FIAMMIFERO TRICOLORE
Il terzo volume di quella che fu una delle più grandi aziende del territorio della riva sinistra del Ticino inizia con i documenti in cui il Comitato di Liberazione Aziendale firma una sorta di lasciapassare ai responsabili dell’azienda di allora – dove si dice – che durante il Ventennio operarono sempre o solo nell’interesse aziendale. Nessuna epurazione quindi, ma riconoscimento del sentimento italiano che aveva sempre animato la produzione del ‘fiammifero tricolore’.
C’è qualcosa di miracoloso nella brillante storia di questa azienda che Paolo VI – nella sua visita del 5 maggio 1964 – chiamò ‘l’intelligenza degli operai’, ma certamente anche quella dell’ingegner Pietro Molla (1912-2010) già citato, responsabile della progettazione degli impianti presenti e futuri, che Ermanno Tunesi contattò nel 1990 trovando grande disponibilità a tracciare insieme quelli che furono gli stadi tecnologici in cui si sviluppò la storia industriale dell’azienda.
Il dopoguerra della Saffa iniziò – in linea con i tempi – con la produzione delle ‘Case della ricostruzione’ progettate da Gio Ponti. Cabine bagno al mare, le panchine del buon riposo, ma l’azienda inventò anche il ‘Carbion’, uno speciale cartone ondulato da imballaggio il cui brevetto è ancora in vigore in molti paesi nel mondo. E proprio l’imballaggio, ‘dal cartone alla plastica’, con la produzione di contenitori per uova (ancora oggi sul mercato) e mele, colpì nel segno (stabilimento ‘Ital-Pac’ di Biandrate) , una produzione promossa dai riconoscimenti ottenuti per l’innovazione tecnologica.
E’ dell’inizio degli anni Sessanta la sedia che vinse ‘l’Oscar’ al ‘Salone del Mobile’ italiano (1961) di Trieste, un altro fiore all’occhiello nella storia della Saffa che proseguì sotto la guida dell’architetto Giovanni Muzio il quale progettò quel grande complesso denominato ‘Centro Sociale’ sulla riva sinistra del Naviglio Grande: un paese in miniatura comprendente Asilo Nido, Scuola Materna, Scuola Elementare, Scuola Professionale con annessa Mensa Impiegati, Mensa Operai, Cinema-Teatro, Chiesa, Canonica, un piccolo Centro Commerciale per dieci negozi e i Portici.
Negli anni Settanta, avvalendosi dell’evoluzione tecnologica in corso, la Saffa progettò e realizzò il ‘Supercento’, un robot che avrebbe raggiunto il record mondiale nella produzione di cerini, ben sapendo che il primo cerino era stato prodotto un secolo prima a Pontenuovo. Tutto questo nel terzo libro di Tunesi che ha messo sulla carta la storia miracolosa della Saffa, frutto di quel genio italiano che ogni tanto fa capolino nella storia.

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