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Milano, tenta di fuggire a controllo: aveva 21 chili di cocaina

In manette marocchino 39enne

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Ha tentato di sottrarsi ad un controllo stradale, dando vita ad un pericoloso inseguimento, al termine del quale è stato bloccato e sopreso con oltre 20 chilogrammi di cocaina nell’auto. E’ accaduto nel pomeriggio di lunedì 13 aprile a MILANO, dove un cittadino marocchino di 39 anni è stato arrestato.

Ad individuare l’uomo sono stati i carabinieri della sezione
radiomobile della compagnia di Corsico. Durante un normale controllo
alla circolazione lungo la Ss35 dei Giovi, i militari hanno notato
un’auto di grossa cilindrata che procedeva a velocità sostenuta nel
traffico e hanno intimato l’alt.

Invece di fermarsi, il conducente è fuggito a gran velocità percorrendo diverse arterie stradali, effettuando sorpassi azzardati e attraversando rotatorie in
contromano. La corsa è terminata a Rozzano, in via Brenta, una strada
di campagna a senso unico, dove l’uomo, nel tentativo di invertire la
marcia, ha speronato violentemente l’auto dell’Arma, rimanendo
tuttavia bloccato. A quel punto ha colpito con un pugno uno dei
carabinieri ed ha continuato ad accelerare urtando anche un’auto
parcheggiata.

Per bloccare e immobilizzare definitivamente il 39enne,
sono dovuti intervenire anche i militari della tenenza di Rozzano.
L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per numerosi precedenti
specifici risalenti agli anni 2013, 2014, 2021 e 2025, è stato
arrestato e condotto al carcere di San Vittore.

La perquisizione della sua auto ha permesso di scoprire e sequestrare
21 chilogrammi di cocaina purissima, destinata con ogni probabilità
alle piazze di spaccio del milanese. All’interno del veicolo, i
carabinieri hanno trovato un sistema di occultamento accessibile solo
attraverso sofisticati congegni elettronici, al cui interno è stata
individuata la cocaina, divisa in 18 panetti per un peso complessivo
di circa 20 chili, 7 ‘pietre’ allo stato solido e 3 telefoni cellulari
utilizzati per le attività illecite. Per mascherare il forte odore
dello stupefacente, i panetti erano stati impregnati di profumo e
candeggina.

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