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Magenta. Dialogo tra generazioni: quando la memoria diventa incontro

Si è concluso con grande partecipazione ed emozione il progetto “Dialogo tra generazioni”, che ha visto gli alunni delle sei classi di seconda media della “F. Baracca” protagonisti di visite alla residenza per anziani di Corbetta “Don F. Cozzi” nei mesi scorsi.

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Si è concluso con grande partecipazione ed emozione il progetto “Dialogo tra generazioni”, che ha visto gli alunni delle sei classi di seconda media della “F. Baracca” protagonisti di visite alla residenza per anziani di Corbetta “Don F. Cozzi” nei mesi scorsi.

Un’esperienza intensa, autentica, capace di trasformare un semplice incontro in un vero e proprio ponte tra età diverse, unite dal desiderio di ascoltarsi e riconoscersi.

Fin dal primo momento, il clima che si è creato è stato sorprendentemente caldo e spontaneo. Gli studenti sono entrati con curiosità e un po’ di timidezza; ne sono usciti arricchiti, consapevoli, profondamente colpiti dalle storie ascoltate. Gli anziani, dal canto loro, hanno accolto i ragazzi con entusiasmo e disponibilità, felici di poter raccontare, ricordare e condividere pezzi importanti della propria vita. In questo scambio sincero, la memoria non è rimasta ferma nel passato, ma si è fatta racconto vivo, dialogo, relazione.

Il progetto ha affrontato temi centrali della storia e della quotidianità del Novecento, a partire dal lavoro di una volta: la fatica nei campi, le prime esperienze in fabbrica, il ruolo spesso silenzioso ma fondamentale delle donne. Racconti che hanno restituito ai ragazzi il valore dell’impegno, della dignità e dell’orgoglio per ciò che si costruiva con le proprie mani. «Mi ha colpito sentire quanta fatica facevano già da bambini, eppure parlavano con il sorriso», ha scritto un alunno.

Ampio spazio è stato dedicato anche ai giochi dell’infanzia, semplici ma ricchi di fantasia: biglie, lippa, figurine scambiate nei cortili. Senza tecnologia, ma con tanta voglia di stare insieme. Un confronto diretto con il presente che ha fatto riflettere i ragazzi sul valore del tempo condiviso. «Si divertivano con pochissimo, noi invece ci annoiamo anche con molto», ha commentato una studentessa.

Le tradizioni legate al cibo e alla vita familiare hanno evocato profumi, gesti e rituali ormai rari: il pane fatto in casa, la polenta mangiata insieme, le feste che coinvolgevano intere comunità. Racconti capaci di trasmettere il senso di appartenenza e di solidarietà.

Particolarmente significativa è stata la riflessione sul dopoguerra e sul boom economico, sul passaggio “dal niente” ad un’Italia in trasformazione: l’arrivo della radio, della televisione, della prima automobile. Gli anziani hanno raccontato la sorpresa, la speranza e anche la responsabilità di vivere il cambiamento. «Hanno visto nascere cose che per noi sono normali: mi ha fatto pensare a quanto diamo tutto per scontato», ha affermato un’alunna.

Non meno coinvolgenti i ricordi legati alle stagioni, alla natura e alla scuola: inverni rigidi, estati nei campi, banchi di legno e maestri severi. Un mondo lontano, eppure carico di insegnamenti sul rispetto, sulla costanza e sul senso del dovere.

“Al termine dell’esperienza, – ha commentato la referente del progetto, Lara Minardi, docente di matematica e scienze – è emerso il valore profondo di questa iniziativa: gli anziani non sono solo stati testimoni del passato, ma maestri di vita, capaci di trasmettere valori fondamentali come la resilienza, la saggezza e l’importanza delle relazioni umane. I ragazzi, ascoltando, hanno imparato che la storia non è confinata solo nei libri, ma vive nella narrazione delle persone”.

L’esperienza si concluderà con l’allestimento a scuola di una mostra dei lavori degli studenti a cui saranno invitati gli stessi ospiti della residenza, a dimostrazione che l’incontro tra giovani e anziani non solo è possibile ma necessario, perché – quando le generazioni si parlano – si costruisce una comunità più consapevole, più ricca di memoria e di futuro.

Natalia Tunesi

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