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Iran, il primo messaggio di Mojtaba Khamenei: “Continueremo la guerra senza sosta, apriremo nuovi fronti. Lo Stretto di Hormuz resta chiuso”

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TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – Il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei, in un messaggio diffuso attraverso canali vicini al regime, annuncia l’escalation totale nel conflitto in corso con Stati Uniti e Israele: “Continueremo la guerra senza sosta, apriremo nuovi fronti dove il nemico manca di esperienza, colpiremo le basi americane nei Paesi vicini e manterremo chiuso lo Stretto di Hormuz”. Nel testo Mojtaba Khamenei dichiara: “Abbiamo condotto studi per l’apertura di fronti aggiuntivi in aree in cui l’avversario è inesperto. Vendicheremo i crimini commessi dal nemico”. Poi ribadisce che “non sono previsti attacchi diretti ai Paesi limitrofi, ma solo alle installazioni militari statunitensi sul loro territorio“, esortandoli a “chiudere immediatamente tali basi per evitare conseguenze”.

Il messaggio include anche una rivendicazione: “Abbiamo sventato ogni tentativo di dividere e frammentare l’Iran” e una direttiva strategica netta: “Lo Stretto di Hormuz deve rimanere chiuso per impedire il passaggio del petrolio ai nemici”, sottolineando l’uso di “tutte le capacità disponibili” per bloccarlo. Si tratta del primo intervento pubblico di rilievo del figlio del defunto Ali Khamenei dopo la sua nomina a guida suprema.

INTENSI RAID ISRAELIANI IN LIBANO

Gli intensi raid israeliani su Beirut effettuati nella notte dall’Aeronautica israeliana hanno provocato undici morti e oltre 30 feriti, riferisce il ministero della Salute libanese. Oltre ai bombardamenti sulla periferia meridionale di Beirut, la Dahyeh, roccaforte di Hezbollah, un drone di Israele ha colpito un’automobile a Ramlet el-Baida, sul lungomare della capitale, divenuto rifugio degli sfollati, uccidendo otto persone e ferendone 31. L’esercito israeliano ha detto di aver colpito dieci edifici in 30 minuti. A sud della capitale, nel distretto di Aley, l’esercito israeliano ha poi bombardato Aramoun due volte. Questi raid, secondo il ministero della Salute, hanno ucciso tre persone e ferito un bambino. Nel sud del Libano, poi, gli attacchi hanno preso di mira zone a Bin Jbeil, Nabatiyeh, Marjeyoun, Tiro e Sidone, uccidendo cinque persone.

Il proxy iraniano Hezbollah ha rivendicato la responsabilità di due attacchi contro il nord di Israele nelle ultime ore, in seguito al lancio di decine di razzi durante la notte, in particolare verso il quartier generale dell’unità speciale di missione navale “Shayetet 13”, nota anche come “Flottiglia 13”, situata ad Atlit, a sud di Haifa. Atlit si trova sulla costa israeliana, circa 50 chilometri a sud del confine tra Israele e Libano in linea d’aria. Nell’attacco, avvenuto alle 4:10 di giovedì mattina, sono stati utilizzati “razzi di precisione”. Il partito sciita ha anche annunciato di aver lanciato uno “sciame di droni suicidi” sulla “Base di sorveglianza delle operazioni aeree di Meron”, a meno di 10 chilometri dal confine. Questo attacco “ha danneggiato uno dei radar della base”. Sui media israeliani non c’è conferma di quanto dichiarato da Hezbollah.

IDF “COLPITO SITO NUCLEARE DI TALEGHAN”

 Le Forze di difesa israeliane hanno attaccato un altro sito iraniano per lo sviluppo di capacità nucleari. Nell’ambito delle ondate di attacchi completate negli ultimi giorni a Teheran, l’aeronautica militare, con la precisa guida della direzione dell’intelligence, ha attaccato un altro sito del programma nucleare iraniano, il sito “Talkan“, utilizzato dal regime per sviluppare capacità critiche nello sviluppo di armi nucleari. Il sito è stato utilizzato negli anni per sviluppare esplosivi avanzati e per condurre esperimenti sensibili nell’ambito del progetto “Amad”, il programma segreto di sviluppo di armi nucleari degli anni 2000.

DANNI AI CENTRI MEDICI DI TEHERAN

L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito che un attacco con droni attribuito a Israele ha colpito la città di Fardis, nella provincia di Alborz (a ovest di Teheran), causando la morte di un civile e il ferimento di altre persone. Secondo la nota diffusa dall’agenzia, il raid ha provocato vittime tra la popolazione civile residente nelle vicinanze del sito colpito, senza fornire al momento un bilancio dettagliato dei feriti o ulteriori specifiche sul target (possibilmente un deposito petrolifero o infrastruttura correlata, come indicato da fonti parallele). L’episodio si inserisce nella serie di raid aerei USA-Israele in corso contro l’Iran, che hanno già colpito diverse province centrali e occidentali, inclusa Alborz, con danni a infrastrutture energetiche e militari. Parallelamente, citando il governatore della provincia di Teheran, l’agenzia Mehr ha affermato che almeno 12 centri medici e strutture sanitarie nella capitale hanno subito danni significativi a causa dell’”aggressione americano-sionista”. Le autorità iraniane denunciano che gli attacchi hanno colpito ospedali e centri di assistenza, aggravando la crisi umanitaria in un contesto di escalation che dura da giorni, con migliaia di vittime civili complessive secondo fonti ufficiali di Teheran.

Non è stata fornita rivendicazione immediata da parte israeliana o statunitense per l’attacco specifico su Fardis, ma l’episodio rientra nel pattern di operazioni mirate a infrastrutture strategiche e basi legate alle Guardie Rivoluzionarie. Le difese aeree iraniane rimangono in allerta, mentre proseguono le operazioni di soccorso nelle zone colpite. Le tensioni regionali continuano a crescere, con ripercussioni su infrastrutture energetiche e civili in Iran e rappresaglie iraniane verso obiettivi USA e alleati nel Golfo.

PASDARAN “COLPITA UNA PETROLIERA USA CON BANDIERA DELLE ISOLE MARSHALL”

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha rivendicato l’attacco con drone contro una petroliera che batteva bandiera delle Isole Marshall, descritta come “un bene americano”, nelle acque del Golfo Persico, specificamente nello Stretto di Hormuz. In una serie di comunicati diffusi questa mattina, l’IRGC ha precisato che il velivolo senza pilota ha colpito la nave denominata “Louise P” (o in alcuni report “Prima”) all’alba, dopo che l’imbarcazione avrebbe ignorato ripetuti avvertimenti delle forze navali iraniane e violato le restrizioni imposte da Teheran sul transito nello stretto. Il gruppo ha definito l’azione una risposta alla “non conformità” della petroliera alle norme di sicurezza dichiarate dall’Iran in tempo di conflitto. “Su tutte le navi grava l’obbligo di rispettare le leggi di passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz annunciate dall’Iran”, ha sottolineato l’IRGC, ribadendo il controllo iraniano sulla rotta strategica durante il periodo di guerra e minacciando ulteriori azioni contro qualsiasi imbarcazione legata a Stati Uniti, Israele o loro alleati che tenti di forzare il passaggio.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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