“Oltre duecento persone hanno partecipato mercoledì 4 marzo all’incontro pubblico organizzato in piazza San Vittore a Rho dal comitato cittadino per il No al referendum del 22 e 23 marzo. Una partecipazione ampia e attenta che dimostra quanto i cittadini sentano l’importanza di difendere i principi della nostra democrazia”.
Lo dichiara il consigliere regionale Carlo Borghetti, presente all’iniziativa che ha visto come ospite Rosy Bindi, già ministra della Repubblica ed ex presidente della Commissione parlamentare antimafia.
“L’intervento di Rosy Bindi – prosegue Borghetti – ha richiamato con grande chiarezza il valore della Costituzione della Repubblica Italiana come fondamento della nostra convivenza civile e democratica. Il referendum pone questioni che riguardano l’equilibrio tra le istituzioni, le garanzie democratiche e la tutela dei diritti dei cittadini”.
Nel corso dell’incontro Borghetti ha posto a Bindi una domanda sul rapporto tra difesa della Costituzione e tutela dei servizi pubblici, con particolare riferimento alla sanità. “Ho voluto chiedere – spiega Borghetti – quale sia il legame tra la difesa dei principi costituzionali e il futuro della sanità pubblica, tema che in Lombardia e nel Paese riguarda milioni di cittadini”.
Secondo il consigliere regionale, dal confronto è emersa con forza la necessità di proteggere la Costituzione anche per difendere il modello di welfare delineato dalla Costituzione. “La sanità pubblica, universale e accessibile a tutti – sottolinea – rappresenta uno dei pilastri del nostro sistema democratico e dei diritti sociali. Difendere la Costituzione significa anche difendere servizi pubblici di qualità, che garantiscano uguaglianza e tutela della salute per tutti”.
“L’ampia partecipazione di cittadini, amministratori locali ed esponenti delle forze politiche del territorio – conclude Borghetti – dimostra che c’è una forte volontà di informarsi e di partecipare. Per queste ragioni continueremo nelle prossime settimane a promuovere momenti di confronto e approfondimento in vista del voto del 22 e 23 marzo”.



















