A Santo Stefano Ticino cresce l’attenzione attorno alla richiesta avanzata da alcune famiglie per garantire la formazione di due classi prime alla scuola primaria nel prossimo anno scolastico 2026/2027. I genitori degli alunni iscritti hanno infatti presentato una formale istanza all’Ufficio scolastico territoriale di Milano chiedendo il riesame della decisione che al momento prevede la costituzione di un’unica classe da 26 alunni, numero che rappresenta il limite massimo previsto dalla normativa vigente.
Secondo quanto evidenziato nella richiesta, la prima classe della scuola primaria rappresenta una fase particolarmente delicata nel percorso educativo dei bambini, che richiede attenzione, accompagnamento e una dimensione relazionale adeguata. Una classe già costituita al numero massimo di alunni, sottolineano i genitori, rischia di rendere più complessa la personalizzazione degli apprendimenti e la gestione quotidiana delle attività didattiche.
Le famiglie chiedono quindi che venga valutata la possibilità di costituire due distinte sezioni, soluzione che consentirebbe di distribuire meglio gli studenti e di garantire un ambiente scolastico più favorevole all’apprendimento e al benessere dei bambini. Nella loro richiesta viene inoltre richiamata l’attenzione sulla capienza delle aule e sulle condizioni complessive degli spazi scolastici, oltre al fatto che eventuali bisogni educativi speciali possono emergere anche nel corso dell’anno scolastico, rendendo più complessa la gestione di classi già al limite numerico.
La questione non riguarda soltanto Santo Stefano Ticino. Situazioni simili si stanno infatti registrando anche a Pontevecchio di Magenta (come abbiamo riportato ieri), dove famiglie e comunità locale stanno seguendo con attenzione il tema dell’organizzazione delle future classi della scuola primaria.
Garantire classi equilibrate, soprattutto nei primi anni del percorso scolastico, non è soltanto una scelta organizzativa ma un investimento sul futuro dei bambini e sulla qualità della scuola del territorio. Per questo la richiesta dei genitori merita attenzione e ascolto da parte delle istituzioni competenti, nella convinzione che il dialogo tra famiglie, scuola e amministrazione possa portare a soluzioni condivise nell’interesse degli alunni.


















