ABBIATEGRASSO – Se lo scrive il giornalista più schierato dalla parte opposta (alla sua, ossia il sottoscritto), magari può valere la pena almeno di dare ascolto prima che la ragione. Ma dopo aver ascoltato (ex post, eravamo assenti e ci rifaremo intervistandolo in una video diretta esclusiva, domani dalle 17.45) la conferenza stampa che ieri sera ha segnato il reingresso nella politica abbiatense di Alberto Fossati viene spontaneo dire che dopo anni in cui si sono sentite una marea di idiozie in italiano periclitante (non certo e per fortuna da Cesare Nai, che conosce congiuntivi e sintassi) il livello almeno dialettico della contesa politica si è alzato.
L’ex sindaco (2002-2007) si è presentato nel costituendo comitato elettorale di via Matteotti, affiancato da Andrei Lacanu (Pd), Adriano Matarazzo (La Città), Andrea Gillerio (Pd) e Maurizio Denari (5 Stelle).
Questa la sintesi del suo intervento.
“Grazie per la presenza numerosa, che rappresenta a mio avviso una sintesi; quella di una forza di popolo, del resto cos’è un Comune se non una grande sintesi politica.
I problemi di Abbiategrasso della città sono molti: procedure e regole sono complesse, molto più che nel passato, le risorse dopo questo momento post pandemico andranno rarefacendosi. Il programma sarà presentato in un’altra occasione: voglio quindi ringraziare tutte le liste in campo ma anche salutare cordialmente Cesare Nai e Luigi Tarantola: sono certo sarà una campagna dura ma corretta, se c’è un bene comune da perseguire è quello di ricostruire la civiltà della politica , lo faremo mediante un indirizzo programmatico che non rinunci al sogno ma che dia una risposta politica alle persone.
Ci sono due indirizzi convergenti rispetto alla prospettiva: l’esigenza della normalità dell’amministrare, che è una delle cose più difficili, e la visione prospettica e di futuro. L’ordinaria amministrazione è particolarmente complessa: il Comune è certamente composto di procedure e risorse, ma è soprattutto fatto di persone. C’è poi il tema della prospettiva, dei servizi persi e della dismissione crescente che ha illanguidito il suo ruolo e la sua identità, che pregiudica la capacità di costruire il futuro. Entro l’anno cercheremo di attivare la collaborazione e la presenza delle università ad Abbiategrasso. Dobbiamo essere il luogo dove Milano investe, il rapporto va invertito e non può essere di sola sudditanza. Dobbiamo essere il luogo del pensare e del pensiero. Poi ci sono le grandi questioni che languono e tornano ciclicamente: ho accolto con dispiacere e amarezza la vicenda del Pronto Soccorso, perché riaprirlo non è possibile. Si parla di Punto di Primo Intervento. L’altra questione è legata al Piano di Governo del Territorio, perché il prossimo sarà tra i più difficili: tendenzialmente sarà a consumo di suolo zero o quasi, puntando sulla rigenerazione urbana. In un contesto nel quale cambiano le esigenze lavorative e delle persone. Per poterlo fare al meglio andrà coinvolta una pluralità di soggetti pensanti, perché la tecnica di architetti e ingegneri sia al servizio della città.
Sul raddoppio ferroviario va detta una cosa con forte chiarezza: so che mi hanno addossato responsabilità del passato per la richiesta di interramento. E’ falso. Rfi preparò un progetto preliminare approvato da Regione e Governo che doveva partire nel 2010, ma io persi le elezioni nel 2007. Non credo che il progetto fu fatto per fare un piacere personale al sottoscritto. Quindi lavoreremo per avere il miglior progetto possibile.
Gestiremo i dossier più importanti mediante il coinvolgimento delle forze politiche. Dobbiamo aumentare la capacità di offerta per essere più attrattivi, quindi penso che andranno liberalizzate le norme per il commercio locale. Sono solo alcune delle suggestioni che offriremo e discuteremo con la città”.
Primo round chiuso. A questo punto, nel campo (largo) del centrosinistra, mancano all’appelo le posizioni di Cambiamo Abbiategrasso ed Abbiategrasso Attiva, il cui silenzio è tanto più assordante se si pensa che la data del voto sarebbe stata fissata per il 12 giugno. Quindi, mancano meno di due mesi e mezzo al voto.
Alle liste che sostengono l’avvocato e docente universitario Fossati, a questo punto, spetta il compito (non facile) di stare ed evoluire al suo passo.
Sfida non da poco.
Fab. Pro.


