Ossona e San Bartolomeo, Venegoni replica alle critiche: «La tradizione non è stata cancellata, riportiamo la discussione sui fatti»

Dopo le critiche di Sergio Garavaglia

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Il sindaco di Ossona Giovanni Venegoni interviene sulla polemica sollevata dal consigliere di opposizione Garavaglia sulla decisione di collocare nella giornata di domenica 23 agosto le attività commerciali della Fiera di San Bartolomeo, lasciando invece confermate anche per lunedì 24 le celebrazioni religiose legate alla ricorrenza.

Una scelta che, secondo il primo cittadino, è stata preceduta da una consultazione pubblica e da un confronto con le realtà del territorio e che non può essere letta come uno «strappo» con la storia e le tradizioni del paese.

«Credo sia necessario riportare la discussione sui fatti – spiega Venegoni – evitando di trasformare una scelta amministrativa in una presunta guerra alla storia e alle tradizioni di Ossona».

Il primo punto affrontato dal sindaco è quello del questionario sulla possibilità di spostare alla domenica le attività commerciali della Fiera, considerando che quest’anno il 24 agosto cade di lunedì. Venegoni respinge innanzitutto la definizione di «flop».

«Non era un referendum, non prevedeva alcun quorum e aveva una finalità molto semplice: raccogliere l’opinione dei cittadini». Alla consultazione hanno partecipato 306 persone: 171, pari al 55,9%, hanno indicato domenica 23 agosto, mentre 135, pari al 44,1%, hanno preferito mantenere la parte fieristica nella giornata di lunedì 24.

«Questo risultato non rappresenta certamente la volontà dell’intero paese, e nessuno ha mai sostenuto che lo fosse – precisa il sindaco –. Rappresenta però la volontà di coloro che hanno scelto concretamente di partecipare alla consultazione».

Ma per Venegoni c’è un altro dato significativo. Alla domanda sulla possibilità che lo svolgimento della Fiera in una giornata domenicale potesse favorire una maggiore partecipazione, il 67% dei partecipanti ha risposto sì.

«Non abbiamo quindi chiesto soltanto quale data preferissero i cittadini, ma anche quale soluzione potesse favorire, secondo loro, una maggiore partecipazione. Un orientamento che l’Amministrazione aveva il dovere di considerare».

Il sindaco contesta anche il modo in cui è stata calcolata la percentuale di partecipazione, rapportando le 306 risposte ai 4.397 residenti complessivi. Il 6,96%, osserva Venegoni, non può essere considerato automaticamente come una misura precisa dell’adesione alla consultazione, anche perché nel totale della popolazione sono compresi i minori sotto i 14 anni, che non erano contemplati nelle fasce d’età del questionario.

«La partecipazione è stata certamente contenuta – ammette –, ma l’astensione non può essere trasformata retroattivamente in un voto contrario. Chi non ha partecipato non ha espresso né consenso né dissenso e non può essere conteggiato a favore dell’una o dell’altra posizione».

Altro elemento contestato dal primo cittadino è la definizione di «semplice sondaggio online». La consultazione, ricorda Venegoni, era accessibile anche attraverso moduli cartacei disponibili presso gli uffici comunali e la biblioteca, proprio per consentire la partecipazione anche a chi non utilizzava gli strumenti digitali.

Ma soprattutto, secondo il sindaco, occorre ricostruire correttamente la successione temporale degli eventi. Il questionario era stato pubblicato a febbraio e, dopo la chiusura della consultazione ai primi di marzo, il Comune aveva pubblicato sul proprio sito istituzionale il report con i risultati e le conseguenti indicazioni organizzative.

«Nelle conclusioni del report era già indicato chiaramente che le bancarelle e le attività fieristiche sarebbero state programmate domenica 23 agosto, mentre le celebrazioni religiose e il bacio della reliquia si sarebbero svolti sia domenica 23 sia nella mattinata di lunedì 24 agosto».

Per Venegoni, dunque, la nuova organizzazione non sarebbe comparsa improvvisamente con la locandina della Fiera, ma sarebbe stata resa pubblica diversi mesi prima, al termine della valutazione dei risultati della consultazione e di un confronto tra Amministrazione comunale, Parrocchia e Pro Loco.

«La tradizione del 24 agosto non è stata cancellata», ribadisce il sindaco. «Le celebrazioni religiose, compreso il bacio della reliquia, saranno mantenute sia domenica 23 sia lunedì 24 agosto, nella giornata del Santo. Sono state anticipate alla domenica soltanto le attività commerciali, con l’obiettivo di favorire una maggiore partecipazione della cittadinanza».

Una distinzione che Venegoni considera fondamentale: si può non condividere lo spostamento delle bancarelle, ma non sarebbe corretto sostenere che la scelta comporti la cancellazione della tradizione.

«È pienamente legittimo preferire che anche le bancarelle rimangano il 24 agosto. Spostarle di un giorno, tuttavia, non significa cancellare mille anni di storia».

Nel suo intervento il sindaco affronta poi anche il tema della cassoeula e della ricostruzione storica legata alla tradizione gastronomica ossonese. Venegoni invita a distinguere tra storia documentata, tradizioni e leggende sedimentate nel tempo.

Il riferimento del 1520 alla «cassola de carn» di Ruperto da Nola, osserva, esiste, ma appartiene a un ricettario legato alla corte catalano-aragonese di Napoli e non rappresenterebbe, da solo, una prova dell’origine della cassoeula di Ossona.

«Le ricostruzioni sull’origine della cassoeula sono molteplici e il collegamento con la presenza spagnola viene generalmente presentato come un’ipotesi o una leggenda, non come una certezza storica». Da qui l’invito a parlare soprattutto di patrimonio gastronomico e tradizione locale, «che nessuno intende mettere in discussione», evitando di trasformare ricostruzioni controverse in argomenti di polemica politica.

Venegoni introduce quindi anche una curiosità legata alla memoria della cassoeula ossonese: la grande pentola utilizzata per il Guinness del 2002, sulla quale compariva la scritta «Comune di Ossona».

«Sarebbe semplicemente interessante sapere chi ne risultasse proprietario, a chi fosse stata affidata, dove si trovi oggi e perché non sia più stata utilizzata nelle iniziative del paese». Una domanda che il sindaco precisa di non voler utilizzare per attribuire responsabilità, ma che nasce, spiega, dalla necessità di tutelare concretamente la memoria locale.

«Tutelare la memoria significa anche conservare e valorizzare i beni che ne costituiscono una testimonianza concreta».

Resta infine il nodo politico-istituzionale del mancato passaggio della decisione in Consiglio comunale. Su questo punto Venegoni riconosce la legittimità della critica politica, ma contesta che esista automaticamente un obbligo di deliberazione consiliare.

«Il mancato passaggio in Consiglio può essere oggetto di una legittima critica politica. Sul piano giuridico, tuttavia, l’articolo 42 del Testo unico degli enti locali non include la fissazione della data di una manifestazione tra gli atti fondamentali espressamente riservati al Consiglio comunale».

Da qui la richiesta all’opposizione di indicare eventualmente la norma precisa sulla quale fondare la contestazione: «Qualora si ritenga che, in questo caso, fosse obbligatorio un voto consiliare, sarebbe utile indicare la specifica disposizione di legge, statutaria o regolamentare applicabile».

La conclusione del sindaco torna così al punto di partenza: la polemica politica è legittima, ma deve essere costruita sulla ricostruzione completa dei fatti.

«È legittima la battaglia politica, ma una scelta amministrativa non può essere trasformata in un attacco alla storia di Ossona, né si può attribuire all’Amministrazione la volontà di cancellare una tradizione che, nei fatti, continua a essere celebrata».

E Venegoni sintetizza la posizione dell’Amministrazione con una sequenza destinata a diventare anche il messaggio politico della replica: «La Fiera resta. San Bartolomeo resta. La devozione del 24 agosto resta».

Lo spostamento riguarda dunque, secondo il sindaco, esclusivamente le attività commerciali, per le quali l’Amministrazione ha scelto di sperimentare una giornata domenicale sulla base anche dei risultati della consultazione.

«Si può non condividere questa scelta. Non è invece corretto presentare la consultazione come esclusivamente online, attribuire ai non partecipanti una volontà contraria mai espressa, omettere il confronto con Parrocchia e Pro Loco, ignorare che l’organizzazione era pubblica da marzo o descrivere come cancellata una ricorrenza religiosa che continua a essere celebrata il 24 agosto».

Per Venegoni, dunque, quello che viene definito uno «strappo» rischia di attribuire alla decisione una portata diversa da quella effettiva.

«Come Amministrazione continueremo a fare ciò per cui siamo stati eletti: ascoltare i cittadini, confrontarci con le realtà del territorio, spiegare pubblicamente le motivazioni delle nostre scelte e assumerci pienamente la responsabilità delle decisioni adottate».

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