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Magenta. Data Center: finalmente …. ci hanno messo la faccia

Il cartello del NO a prescindere finalmente ha gettato maschera e inizia la campagna elettorale verso il 2027. Si parte questa sera in Sala Consiliare

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Eccoli lì tutti in posa fuori dall’Ideal Magenta, la Sinistra magentina (*il centro è stato demolito o praticamente epurato…) ha raccolto l’appello del Sindaco Luca Del Gobbo e ha gettato la maschera, dopo aver lanciato ormai da settimane un’autentica “campagna del terrore” rispetto al progetto del DATA CENTER che dovrebbe sorgere nell’ex area Novaceta.

Così ecco iniziata ufficialmente la campagna elettorale verso le elezioni del 2027.

D’altronde, siamo abituati da tempo a questo cartello del NO a prescindere. NO a chi la pensa diversamente da loro – tant’è che TICINO NOTIZIE è stata messa alla porta rispetto alle comunicazioni e agli inviti stampa. Di fatto, ormai da mesi i “compagni” hanno emesso un DASPO nei confronti della nostra testata giornalista con tanto di invito a non leggere più il nostro quotidiano on line – alla faccia del pluralismo e della Libertà d’Informazione e di poter avere posizione politicamente e ideologicamente diverse e magari distanti.

NO a tutto quello che viene partorito da quest’Amministrazione che certamente potrebbe essere attaccata su altri versanti, ma sulla questione del DATA CENTER, onestamente, visto che stiamo discutendo ancora praticamente del nulla o quasi – il progetto deve ancora passare la VIA nazionale e successivamente lo step con la Sovraintendenza – non sappiamo bene cosa avrebbe dovuto fare in questa fase. Visto che tutto si muove nel solco del PGT vigente che porta la firma di Marco Invernizzi e Enzo Salvaggio…Non esattamente due componenti del centrodestra.

Perché, anziché parlare al condizionale di un progetto da 130.000 m2 pari a 16 campi da calcio, con una potenza elettrica assorbita di 300 MW con l’insediamento di 141 gruppi elettrogeni alimentati da gasolio, ovviamente, nulla dicendo sulle compensazioni ambientali e sugli oneri che il Comune si porterebbe a casa in caso di successo (*operazione da circa 19 milioni di euro), forse sarebbe il caso di parlare delle cose concrete.

Pur non essendo dei grandi fan di questo modello di ‘nuova economia’ e di questi insediamenti, guardiamo ai fatti. L’operatore ha già sborsato circa 30 milioni di euro per la bonifica di un sito altamente inquinato.

Oggi ci si straccia le vesti per un possibile DATA CENTER ma non è che alla Novaceta prima ci si recasse per fare le inalazioni e respirare aria pulita…. Stiamo parlando di una azienda chimica che ha lasciato un’area dismessa in città con una montagna d’amianto e notevoli rischi per la falda sottostante.

Tutto questo oggi non c’è più ed è sicuramente un bene. Ci piacerebbe capire se non ci fosse stato l’intervento di un operatore privato in quanto tempo e, soprattutto, con quali soldi, il Comune di Magenta sarebbe riuscito a ripulire l’intera area.

Ci poteva essere un’alternativa al DATA CENTER? E’ quello che ci piacerebbe sentire dal campo largo che si prepara alla marcia verso Palazzo Formenti usando in maniera ormai non tanto celata la questione DATA CENTER’ a mo’ di tormentone…. Perché nessuno qui è un grande fan di questi palazzoni energivori però poi bisogna anche guardare in faccia alla realtà.

Eppoi, ci piacerebbe anche un po’ di coerenza. Ma lo sanno i vari Simone Negri, Onorio Rosati, Nicola Di Marco, Stefano Amann – tutti relatori della serata – che nella rossa Settimo Milanese il settore dei data center è in fortissima espansione e, calcolando sia i complessi operativi, sia i campus in fase di ampliamento o nuova costruzione, arriviamo alla cifra totale di cinque impianti con una prospettiva di arrivare a dieci nei prossimi anni ?

Per fortuna Magenta non è – e speriamo non lo sarà mai – come Settimo Milanese, però, magari guardarsi prima in casa non sarebbe una brutta cosa. Perché qui si rischia di vedere la pagliuzza e di non vedere la trave…O magari di non volerla proprio vedere.

Ad ogni modo restiamo fiduciosi perché nel sottotitolo all’incontro si parla di confronto sul futuro di Magenta e della Città Metropolitana di Milano.

Ecco bene, su questo concordiamo: allarghiamo il dibattito al territorio. E allora forse sempre per coerenza anche il titolo di questa serata avrebbe dovuto essere modificato in un ‘PERCHE’ DICIAMO NO AI DATA CENTER’ ….
A meno che per quelli realizzati in Amministrazioni di un certo colore politico ci sia un permesso eccezionale. Il dubbio è lecito.

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