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Abbiategrasso da Far west? Sindaco Nai se ci sei batti un colpo, un po’ più forte…

Domenica si è consumata come scrive nel suo pezzo il nostro capocronista Graziano Masperi, l’ennesima rissa con annessi fatti di sangue in quel di Abbiategrasso.

Il cliché è più o meno il solito con la presenza di personaggi che nulla c’entrano con la nostra comunità e il nostro territorio. Extracomunitari, stranieri, gente spesso non in regola e che ha già precedenti di Polizia. Purtroppo nella Città del Leone, vuoi la presenza storica sempre massiccia e superiore rispetto per esempio a Magenta – di persone non ‘indigene’ – che alcune amministrazioni avevano visto inizialmente come una “ricchezza”, si sta trasformando in un costante e pericoloso problema di ordine pubblico.

Tutto questo diventa ancor più paradossale, se pensiamo che a Bià c’è anche l’unico Comando Compagnia dei Carabinieri del territorio. Pertanto, con un presidio di polizia potenzialmente decisamente superiore che altrove.

Ma è evidente che non si può mettere un poliziotto o un carabiniere ad ogni angolo della strada. Quando ormai la frittata è stata fatta è difficile invertire il trend… Bià per tanti anni è sempre stata amministrata da Giunte che facevano del cattolicesimo democratico e dell’inclusione uno dei suoi cavalli di battaglia. Che ci fosse il centrosinistra – che a lungo ha governato in città – o che ci fosse il centrodestra, il brodo di cultura alla lunga, per chi muoveva i fili dell’amministrazione, era il medesimo, non è mai cambiato. Perché il peso del “voto in sacrestia” con rispetto parlando in una città come Bià è sempre stato preponderante.

Va detto che almeno in origine questa scelta di pacifica convivenza e tentativo d’integrazione, vedasi il riconoscimento del Centro culturale islamico, pareva esser stata premiante. A scanso d’equivoci vogliamo ben rimarcare che il problema non sono certo queste persone con cui l’Amministrazione (di diverso colore politico) ha sempre collaborato in modo positivo.

Però, è fuor di dubbio che ai delinquenti, peggio ancora ai “nuovi barbari” arrivati da fuori, per loro ciò che conta è il messaggio. “Bià accoglie ….”. Solo così – lasciando da parte i fatti di criminalità organizzata in cui è stata solo lambita la città, che nulla c’entrano con queste vicende ma che hanno in ogni caso portato Abbiategrasso alla ribalta delle cronache nazionali – si può spiegare questo autentico “assalto alla diligenza”.

La gente è arrabbiata, ma anche in parte delusa e frustrata. Forse ha quasi perso la speranza che qualcosa cambi in meglio. Visti gli scarsi risultati ottenuti finora dell’Amministrazione retta da Cesare Nai su queste vicende non ci meraviglieremmo che tra non molto, anche in quel di Bià, faccia capolino il Generale Vannacci e le sue truppe… Non perché poi le cose poi cambino effettivamente – tra lanciare slogan e governare c’è una bella differenza – ma perché la politica (o meglio il marketing politico) funziona così. Oggi Abbiategrasso è il ‘ventre molle’ in tema di sicurezza – sorvoliamo sul recente super botto al Bancomat perché quella purtroppo è una piaga sistemica di tutto il nostro territorio – e il rischio che si trasformi in una nuova Corsico o in un piccola Rozzano non è poi così peregrino…Salvo finalmente usare il pugno duro in tutti i sensi.

Abbiamo sempre stimato il Sindaco Nai persona pacata ma ferma. Ora è tempo che faccia prevalere la fermezza e anche in termini di comunicazione dia dei messaggi forti e rassicuranti alla sua città. D’altronde è lui alla guida della sua comunità, è una sua precisa responsabilità.

Sappiamo bene che la politica non può occuparsi di tutto, ma a livello simbolico e non solo non possono sempre prevalere il silenzio e il basso profilo.

Diversamente il rischio che poi qualcuno voglia farsi giustizia da solo e che quindi prevalga il Far West potrebbe diventare reale. I casi di Genova o di altri centri dove ad un certo punto la gente non ce l’ha fatta più e un gruppo di ‘incappucciati’ ha deciso di farsi giustizia sommaria, beh, non sono più episodici. Noi ovviamente non vogliamo questo.

Ma Abbiategrasso con la sua storia e la sua tradizione non si meritano tutto questo scempio. Quindi è ora di cambiare registro, ma sul serio…

LE PAROLE DI NAI:

«Il silenzio dei primi momenti non è mai stato sinonimo di disinteresse o assenza – ha voluto precisare Nai – Al contrario: con gli assessori competenti ho mantenuto e mantengo un’interlocuzione costante e diretta con le autorità inquirenti, alle quali va garantito il clima di serenità necessario per operare con efficacia. Servono serietà nell’analizzare i contesti e le dinamiche sociali e criminali del nostro territorio; lucidità per non cedere alla paura e per programmare interventi di sicurezza e prevenzione ad ampio raggio; un’assunzione di responsabilità collettiva da parte di tutti gli attori coinvolti: dalle Istituzioni locali alle Forze dell’Ordine, fino alla rete sociale e politica della nostra città. Ognuno deve fare la propria parte, come di fatto molti stanno già facendo, senza speculazioni perché quello che accade qui lo troviamo, purtroppo, in tante altre città e cittadine del nostro Paese chiamato ad affrontare in maniera estremamente seria questa sfida», ha dichiarato il Sindaco ieri sera in apertura di Consiglio comunale.

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