Ancora una tragedia nelle campagne italiane. Un agricoltore di 68 anni ha perso la vita a Castel Goffredo, in provincia di Mantova, dopo essere rimasto schiacciato dal trattore che stava manovrando nel proprio terreno in strada Bellina Sotto. Secondo le prime ricostruzioni, il mezzo si sarebbe ribaltato durante le operazioni agricole, travolgendo il conducente. Inutili i soccorsi: nonostante l’intervento del 118 e dell’elisoccorso, i tentativi di rianimazione non sono riusciti a salvargli la vita.
Federacma – la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio – esprime cordoglio alla famiglia della vittima e richiama ancora una volta l’attenzione sulla necessità di intervenire concretamente sulla sicurezza dei mezzi agricoli.
“Anche in questo caso ci troviamo di fronte a un ribaltamento del trattore durante attività ordinarie nei campi – dichiara Andrea Borio, presidente di Federacma –. Sono situazioni che si verificano ogni giorno in tutta Italia e che possono diventare fatali in pochi istanti. Per questo è fondamentale ridurre i rischi attraverso mezzi adeguati, controlli tecnici e dispositivi di protezione efficaci”.
Secondo i dati INAIL, il ribaltamento dei trattori rappresenta la principale causa di morte in agricoltura, con oltre cento decessi l’anno. Un fenomeno che continua a colpire soprattutto chi utilizza mezzi datati e non sottoposti a verifiche periodiche.
“La revisione obbligatoria dei mezzi agricoli è prevista da anni ma non è ancora operativa – prosegue Borio –. Senza un sistema di controlli strutturato, i rischi restano elevati e gli incidenti continuano a verificarsi. È necessario passare dalle norme ai fatti”.
Federacma rinnova l’appello alle istituzioni affinché venga finalmente completato l’iter normativo e avviato un sistema di controlli efficace e diffuso, ribadendo al contempo la propria piena disponibilità a collaborare, mettendo a disposizione la rete di concessionari, officine e tecnici qualificati presenti su tutto il territorio nazionale.
“La sicurezza nei campi deve diventare una priorità concreta – conclude Borio –. Solo con prevenzione, controlli e responsabilità condivise si può ridurre il numero di incidenti e tutelare davvero chi lavora ogni giorno in agricoltura”.














