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Ex legali Stasi chiedono 116mila euro di danni a Massimo Lovati

A processo per diffamazione dello studio Giarda

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Inizierà il 14 settembre il
processo milanese a carico dell’ex legale di Andrea Sempio,
l’avvocato Massimo Lovati, imputato per “dichiarazioni
gravemente diffamatorie” nei confronti “dello studio Giarda”,
che aveva difeso Alberto Stasi nei processi sul caso Garlasco.
Lo ha deciso la giudice della terza penale al termine
dell’udienza pre-dibattimentale.

Procedimento in cui sono parti
civili gli avvocati Enrico e Fabio Giarda, figli del professor
Angelo Giarda morto nel 2021. Legali che, in base alle tabelle
specifiche, hanno anche chiesto a carico di Lovati un
risarcimento per danni morali e di immagine da 116mila euro in
totale.

Lovati, assistito dal legale Fabrizio Gallo, in una
conferenza stampa del 13 marzo 2025, quando ancora rappresentava
Sempio nella nuova inchiesta pavese – stando all’imputazione
formulata dal pm Fabio de Pasquale – aveva detto davanti ai
cronisti che la prima inchiesta a carico del 38enne del
2016-2017 era il “risultato di una macchinazione orchestrata
dalla difesa dello studio Giarda” e aveva parlato pure di una
“manipolazione organizzata dagli investigatori dello Studio” per
il prelievo del Dna al commesso.

Oggi l’avvocato Gallo ha provato a chiedere la sospensione di
questo procedimento per diffamazione, in attesa che si definisse
quello a carico di Sempio, indagato per il delitto di Chiara
Poggi dai pm di Pavia. La giudice ha respinto l’istanza e anche
la richiesta del difensore di “non luogo a procedere”
nell’udienza pre-dibattimentale e ha fissato così l’inizio del
processo.

“Siamo soddisfatti che ora si apra il processo penale per
diffamazione per tutelare la nostra reputazione e quella di
nostro padre”, hanno spiegato i legali Fabio e Enrico Giarda,
rappresentati come parti civili dall’avvocata Pia D’Andrea. “Me
lo aspettavo – ha detto Lovati – è un percorso obbligato, non
avendo io chiesto riti alternativi”. Quelle frasi, secondo
l’avvocato Gallo, sono state pronunciate “nell’esercizio di un
suo diritto e ci difenderemo nel processo”.

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