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Dall'archivio:

E se dopo la piattaforma Milano nascesse la piattaforma Magenta?

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“Ascoltare i cittadini, coinvolgerli, “ripensare alla modalita’ con cui facciamo politica, al metodo di lavoro per riportare le persone vicino a noi. Un modello nuovo, diverso, che parte dal basso e che si propone di mettere insieme non dirigenti e sigle di partito ma associazioni, comunità, persone. Un coordinamento di popolo, di cittadini impegnati nella politica, nelle associazioni, nelle professioni, nel sociale che lavorano insieme sui contenuti e sui temi che interessano la città”.

Sono questi alcuni stralci delle dichiarazioni uscite nei giorni scorsi rispetto alla Piattaforma Milano, ovvero, il progetto politico partito dal capoluogo lombardo e che si prefigge come obiettivo quello di mettere insieme le forze liberali e i moderati della città con una chiara apertura alla società civile. La finalità è quella di ‘contare di più’ ma soprattutto far tornare a ‘pesare’ una fetta di elettorato che attualmente non si riconosce con le forze cosiddette sovraniste e populiste, ma che è storicamente ancorato agli ideali e i valori del Centrodestra.

A questa nuova esperienza sta partecipando convintamente anche l’ex sindaco di Magenta Luca Del Gobbo, oggi consigliere regionale – al Pirellone per il secondo mandato consecutivo – ed esponente di Noi con l’Italia. Non è un caso d’altra parte che proprio qualche giorno fa, a Palazzo Pirelli, si sia costituito ufficialmente l’intergruppo del centrodestra. Ne fanno parte oltre a Noi con l’Italia, anche Forza Italia ed Energie per l’Italia.

“I tre punti cardine – spiega Del Gobbo – sono l’applicazione del federalismo differenziato, la famiglia e l’impresa. Tre tasselli che naturalmente dal contesto regionale potranno poi essere applicati anche in ambito territoriale”.

 

Tradotto per Magenta questo dovrebbe significare un rilancio della città, secondo una nuova visione programmatica e, di riflesso, l’avvio della Variante al Piano di Governo del Territorio, attualmente fermo, e una maggiore attenzione per le Scuole Paritarie.

A livello milanese, la Piattaforma ha in agenda un appuntamento di rilievo per il prossimo 19 gennaio: l’occasione per fare il punto della situazione sull’andamento dell’Amministrazione di Beppe Sala, ma che verosimilmente, potrebbe essere lo spartiacque rispetto alla nascita di un nuovo soggetto politico in vista delle elezioni europee di fine maggio ma anche per amministrative. Vanno al voto, non a caso, molti comuni dell’est Ticino. Ma l’operazione, come detto, potrebbe e dovrebbe interessare anche Magenta. I rumors rispetto ai ‘mal di pancia’ nella maggioranza, in relazione al “peso specifico” che i moderati vorrebbero giocare sono sempre più insistenti.

Ed ecco allora che i Consiglieri  Massimo Peri e Cristiano Del Gobbo  di Noi con l’Italia, potrebbero pensare seriamente alla nascita di un gruppo consiliare unico insieme a Giuseppe Cantoni, Felice Sgarella e Federica Garavaglia di Forza Italia.

Se a questa riflessione si aggiunge che il nuovo ‘gruppo’ può contare anche su Fabrizio Ispano (FI) presidente del Consiglio comunale e su i tre assessori Rocco Morabito (NCI), Laura Cattaneo e Patrizia Morani (FI), allora, è chiaro che lo scenario potrebbe cambiare in modo significativo. 

L’intento di un’ipotetica Piattaforma Magenta potrebbe essere quello di dare maggiore incisività all’azione della Giunta. Nello specifico, sul fronte della programmazione territoriale – c’è tutto il tema della prosecuzione della Malpensa Magenta e della Variante, dove ci sono da portare a casa risultati tangibili rispetto ad un progetto che attualmente, rischia di penalizzare notevolmente gli abitanti di Pontevecchio, alla luce della maxi rotonda inserita nel progetto Anas – e delle aree dismesse dove ad oggi non si sta muovendo un granché. 

Tra gli elementi di delusione, infine, ci sarebbe anche il recente bando sugli impianti sportivi di Regione Lombardia. Sul territorio sono arrivate contributi importanti: 150 mila euro a Legnano, altrettanti a Bareggio,  Parabiago e Corsico, e 111 mila euro a Busto Garolfo.  Mentre Magenta è rimasta a bocca asciutta. Insomma, un’altra ragione – magari non certo quello decisiva – per pensare ad deciso un cambio di passo dal 2019.

F.V.

 

 

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