La maggior parte dei pazienti che tra ieri e oggi vengono ricoverati all’ospedale Niguarda di MILANO dopo la strage di Crans-Montana “sono di MILANO,
dell’area della Lombardia, uno è residente a Como, quindi sono
quasi tutti lombardi”.
Lo ha spiegato il direttore generale dell’ospedale Alberto Zoli in un punto stampa dove ha chiarito che “questo non vuol dire che abbiamo fatto una selezione per
andare a prendere i nostri ragazzi lombardi, ma dipende dalla
loro stabilità per potere essere trasportati in questo hub”.
“Nel centro ustioni siamo riusciti a garantire anche su
pazienti che hanno bisogno di ventilazione assistita già da ieri
16 posti, quindi oltre la capienza nostra abituale di 12 posti –
ha aggiunto -. La disponibilità è garantita, tanto da poter fare
arrivare oggi altri quattro pazienti che andranno ricoverati nei
reparti”.
Filippo Galbiati, direttore Medicina d’urgenza e Pronto
Soccorso del Niguarda ha invece spiegato che “sono pazienti
critici e hanno bisogno di una valutazione immediata
dell’estensione dell’ustione, li medichiamo in pronto soccorso
subito ma poi va valutato bene ed esclusa la presenza di traumi
interni”.
L’1 gennaio sera quando sono arrivati i primi tre feriti
“avevamo tre équipe” dedicate “con oltre 25 sanitari. C’è stata
una riposta importante dai nostri sanitari”, ha concluso.


















