Riceviamo e pubblichiamo
ABBIATEGRASSO – La seduta del Consiglio Comunale di mercoledì 12 dicembre ha mostrato in modo inequivocabile le tensioni e le spaccature presenti all’interno della maggioranza del sindaco Nai. Il voto che ha salvato Marcantonio Tagliabue dalla decadenza come presidente del Consiglio Comunale, ha in realtà prodotto una vittima ben più importante: la compattezza della maggioranza. Le 5 schede bianche provenienti a voto segreto dai banchi dei consiglieri che supportano Nai hanno di fatto mostrato una ferita aperta, forse all’interno della stessa lista del sindaco.
Durante il dibattito il consigliere Ceresa, capogruppo di Forza Italia, e Pusterla, capogruppo di Abbiategrasso Merita, ce l’hanno messa tutta per provare a sostenere la tesi dell’inutilità del voto e della stessa seduta del consiglio comunale. In realtà, oltre a non riuscire a fare breccia nelle convinzioni dei consiglieri di minoranza, non hanno trovato grande ascolto neanche nei propri compagni di banco. Lovati, Bajetta, Gallotti e Magnoni, pur con accenti diversi, hanno con le loro parole sottolineato non solo la gravità delle responsabilità di Tagliabue, ma anche la gestione caotica delle tempistiche e delle dichiarazioni nei giorni immediatamente successivi al consiglio comunale del 29 novembre. E’ parsa evidente la mancanza nella maggioranza di una regia che governasse la situazione e che fosse capace di evitare una doppia sconfitta: salvare Tagliabue ha provocato una ferita profonda, ma anche se fosse stato sacrificato si sarebbe aperta una corsa alla sua successione dagli esiti imprevedibili, perchè avrebbe rimesso in discussione tutti gli equilibri faticosamente stabiliti. E’ stato anche evidenziato che se il sindaco avesse avuto la capacità di intervenire subito stigmatizzando il comportamento di Tagliabue, probabilmente l’episodio avrebbe potuto chiudersi subito. Il nostro gruppo consigliare, anche attraverso la solida e irreprensibile conduzione della seduta da parte della vicepresidente del consiglio comunale, Graziella Cameroni, ha tenuto un profilo rispettoso delle prerogative irrinunciabili del consiglio stesso; l’istituzione è più importante di chi la rappresenta temporaneamente, ed è dovere di tutti vigilare perché nessuno ne abusi, come palesemente ha fatto il presidente Tagliabue in più di una occasione.
Un pezzo della maggioranza ha invece tentato di spostare in modo surreale la discussione sulla destinazione in beneficenza del gettone di presenza della seduta da parte dei consiglieri, ricevendo peraltro bacchettate su questo tema proprio da parte del consigliere Lovati, convinto dell’importanza della discussione in corso. Il sindaco ha mostrato palesi segni di nervosismo per lo strappo che si stava consumando davanti ai suoi occhi. E ne aveva peraltro a nostro avviso buonissime ragioni. La città ha bisogno di interventi decisi e di una strategia compatta da parte di chi la governa. Ora Nai si ritroverà invece a lavorare con un consiglio comunale in cui la maggioranza dei suoi membri non ha ritenuto di rispettarne la leadership votandogli contro, anche se tecnicamente non sono stati raggiunti i due terzi dei voti necessari per revocare Tagliabue. Si è trattato di un avvertimento che non potrà non avere conseguenze nei prossimi mesi.
PARTITO DEMOCRATICO Circolo di Abbiategrasso e Cassinetta di Lugagnano ENERGIE PER ABBIATEGRASSO



