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A Milano il pdl sulla remigrazione, ‘abbiamo raccolto 150mila firme’

Citati i fatti di Modena

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“Con le buone o con le cattive entreremo in Parlamento”. “La remigrazione non ha nulla a che fare con la deportazione”. E ancora: “Qui si fa la remigrazione
o si muore”. Sono alcuni dei passaggi emersi ieri a Milano,
durante la presentazione della proposta di legge popolare sulla
remigrazione promossa dal comitato “Remigrazione e Riconquista”,
che dichiara di aver raccolto 150 mila firme.

Più volte i relatori hanno richiamato il recente episodio di
Modena, indicandolo come esempio della necessità di “invertire
la rotta” sulle politiche migratorie. In apertura gli
organizzatori hanno denunciato la revoca, da parte dell’Hotel
Cavalieri, della sala inizialmente prenotata per l’evento, che
si è tenuto in via Aspromonte in una storica sede dell’estrema
destra. “A fronte di una pressione da parte della mafia
antifascista l’hotel a pochi giorni di distanza ha revocato la
sala”, ha detto Luca Marsella, presidente del comitato.

“L’unica
soluzione possibile è la remigrazione – ha aggiunto – con la
quale quello che è successo a Modena non sarebbe accaduto”.
Marsella ha precisato che la proposta riguarderebbe
“l’espulsione degli irregolari”, aggiungendo che “chi sta qui da
molti anni integrato, lavora e non viene sfruttato, può anche
rimanere in Italia”, pur chiedendo di “stabilire delle soglie”.
“Remigrazione non vuole dire deportazione, non significa
violenze, anche se la violenza a volte ci vorrebbe”, ha detto il
consigliere comunale di Ospitaletto Matteo Toto. “Con le buone o
con le cattive entreremo in Parlamento”, ha aggiunto il
vicepresidente del comitato Salvatore Ferrara.

L’altro vicepresidente Ivan Sogari ha dichiarato che “qui si fa la
remigrazione o si muore, a Modena si muore”, mentre la
scrittrice Francesca Totolo ha sostenuto che “gli stranieri
hanno una propensione nove volte superiore rispetto ai cittadini
italiani” per quanto riguarda le violenze sessuali. Gli
organizzatori hanno confermato un corteo il 13 giugno a Roma a
conclusione della raccolta firme per la proposta di legge
popolare.

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