Passato il fervore del voto e archiviate le urne, per i comuni al voto è tempo di mettersi al lavoro.
Ma a Trecate, importante centro del Novarese a due passi dal Ticino, la composizione della nuova squadra di governo sta facendo sorridere e riflettere i cittadini ben oltre i confini comunali. Il motivo? Una coincidenza anagrafica che nel 1995 non ci si sarebbe probabilmente mai sognati: la presenza contemporanea in giunta di due fratelli, Marco e Anna Uboldi.
Una singolarità che ha acceso la curiosità della comunità locale e che il nostro collega Massimo Moletti, in una riflessione inviata alla nostra redazione direttamente dalla vicina Cerano, ha saputo fotografare con un mix perfetto di ironia e saggezza provinciale.
Tra ironia e pranzo della domenica
«Lui e lei, stessa famiglia, stessa squadra di governo» commenta Moletti con una battuta delle sue, ironizzando sul fatto che a una composizione del genere «manca solo il gatto con la fascia tricolore per fare il presepe». Il caso trecatese, pur nella sua assoluta regolarità formale — entrambi hanno affrontato il giudizio delle urne raccogliendo la fiducia e le preferenze dei propri concittadini —, apre inevitabilmente la strada a tre interrogativi ironici che molti, sotto i portici del paese, si stanno ponendo:
Il primato statistico: Quanti comuni in Italia possono vantare due fratelli contemporaneamente seduti nella stessa giunta? Google non ha statistiche pronte, e Siri si limita a sorridere.
La sede dei Consigli: Le riunioni strategiche si terranno nella solenne sala consiliare del Comune o direttamente attorno alla tavola del tradizionale pranzo domenicale, tra un «passami il sale» e una delega al bilancio?
La gestione dei dissidi: Se dovesse nascere un contrasto politico su un marciapiede da rifare o su una delibera da approvare, spetterà al Sindaco fare le veci dei genitori e decidere chi mettere in castigo?
La forza e la genuinità della provincia
Ma al di là del colore e delle battute da bar — che l’autore ci tiene a precisare debbano sempre fermarsi davanti al dovuto rispetto per le istituzioni e per le persone — il caso Uboldi diventa lo specchio di una realtà molto più grande. È il manifesto di quella politica locale fatta di volti noti, di vicinanza e di dinamiche umane che i grandi palazzi romani spesso faticano a comprendere.
C’è chi, guardando la cosa dalla sponda opposta del fiume Ticino, potrebbe cedere alla tentazione del retropensiero, intravedendo complotti familiari o accordi carbonari. Un’abitudine diffusa, quella di guardare la realtà “di sghimbescio”, che Moletti smonta con una frase che molti commentatori dell’arena politica dovrebbero stamparsi bene in mente: «Chi sono io per giudicare? Nessuno».
Il verdetto ai cittadini
Se la memoria cinematografica ci riporta al celebre musical «Sette spose per sette fratelli», Trecate risponde oggi con la sua versione istituzionale: «Una giunta per due fratelli».
La parentela, in fondo, conta zero davanti alla prova dei fatti. Se la squadra si dimostrerà all’altezza, sarà Trecate a guadagnarci in servizi, visione e crescita. Se così non sarà, la democrazia della provincia ha regole antiche e chiarissime: saranno i cittadini stessi, tra cinque anni, a promuovere o bocciare l’operato degli assessori. Famiglia o non famiglia.
Nel frattempo, alla nuova giunta vanno gli auguri di buon lavoro per il bene del territorio. E se i consigli comunali dovessero farsi troppo lunghi o indigesti, l’ironia della provincia ha già pronta la soluzione: basta portare una scatola di Geffer da spartire.
Le deleghe dei fratelli Uboldi
Marco Uboldi di Trecate attiva, con deleghe a Ambiente, Ecologia e Urbanistica; Anna della lista Civica, con deleghe a Servizi sociali e Istruzione.











