La BCS, realtà storica e pilastro industriale del territorio di Abbiategrasso che impiega circa 500 dipendenti dislocati nei tre siti produttivi attualmente attivi, sta attraversando una fase estremamente delicata della sua storia.
L’azienda si trova oggi in regime di concordato preventivo in continuità. Si tratta di una procedura concorsuale complessa, avviata nel tentativo concreto di evitare il fallimento,
salvaguardare l’attività d’impresa e, soprattutto, trovare nuovi investitori e partner finanziari
solidi che siano disposti a rilevare e rilanciare lo storico marchio.
Come sindacato, la priorità assoluta è la tutela dell’occupazione e la continuità produttiva.
Non possiamo permettere che una crisi economico-finanziaria cancelli un patrimonio
industriale così importante per il nostro territorio e per le centinaia di famiglie coinvolte.
Per queste ragioni, siamo attivamente impegnati, anche attraverso la mobilitazione dei
lavoratori, in un’azione di forte sensibilizzazione di tutte le istituzioni competenti. Chiediamo
un coinvolgimento immediato e sinergico, a partire dalle amministrazioni locali fino ai livelli
regionali.
L’obiettivo urgente è ottenere l’apertura di un tavolo di crisi ufficiale presso il Ministero
delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT).
Solo attraverso una cabina di regia istituzionale di livello nazionale sarà possibile monitorare l’evoluzione della procedura, favorire l’attrazione di investitori affidabili e costruire un piano industriale capace di scongiurare la cessazione dell’attività e il conseguente rischio di licenziamenti collettivi.
Il Sindacato manterrà alta l’attenzione e metterà in campo ogni iniziativa necessaria a difesa
delle lavoratrici e dei lavoratori della BCS.
















