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Cave di Casorezzo: il Consiglio di Stato conferma la condanna per Solter e Ecoter

Accordi del 2002 violati e 100mila euro di risarcimento. Ma i ritardi e le decisioni di Città Metropolitana lasciano l’amaro in bocca. Pier Luca Oldani : «Oggi al posto dei rifiuti avremmo un parco». Ma l'allora Sindaco si prende la sua rivincita anche in Corte d'Appello

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Una vittoria a metà, che unisce la soddisfazione per aver visto riconoscere le proprie ragioni dal punto di vista legale all’amarezza di chi sa che, sul territorio, il danno è ormai compiuto. Il Consiglio di Stato ha scritto la parola fine sul ricorso presentato dal Comune di Casorezzo contro le società Solter ed Ecoter, confermando la precedente sentenza del TAR Lombardia riguardo ai mancati ripristini ambientali dell’area dell’ex cava.

L’organo di vertice della giustizia amministrativa ha stabilito due punti fermi: la piena validità della Convenzione firmata nel lontano 2002 (che le aziende avrebbero dovuto rispettare) e l’obbligo per Solter ed Ecoter di versare al Comune di Casorezzo 100.000 euro a titolo di risarcimento per i danni morali ed esistenziali provocati dal grave degrado della zona.

Il principio e la liquidità
Da una parte, l’Amministrazione comunale incassa un successo di principio non banale: la giustizia ha ribadito che i patti sottoscritti con gli enti locali vanno onorati. Inoltre, una volta che le due aziende avranno versato la cifra stabilita, le casse municipali potranno contare su una boccata d’ossigeno che porterà liquidità al bilancio cittadino.

L’amarezza per un parco mancato
Dall’altra parte, però, la sentenza assume i contorni di una beffa. Il ricorso era stato presentato dal Comune di Casorezzo nel 2017: “se la macchina della giustizia fosse stata più celere, e soprattutto se la Città Metropolitana di Milano non avesse avallato il progetto della discarica arroccandosi su posizioni rivelatesi palesemente errate, la storia di quell’area sarebbe stata diversa” afferma in una nota l’allora Sindaco Pierluca Oldani.

Il TAR prima, e il Consiglio di Stato poi, hanno dovuto semplicemente prendere atto di una realtà già consolidata: la discarica oggi esiste e non si può cancellare con un colpo di penna. Resta il forte rammarico per un risarcimento economico giudicato troppo esiguo rispetto al sacrificio imposto al territorio e ai cittadini, e la consapevolezza che, con una gestione diversa dei tempi e delle autorizzazioni sovracomunali, oggi la comunità avrebbe ereditato un parco verde anziché un sito di smaltimento rifiuti.

“Ai cittadini rimane la certezza di aver interpretato correttamente leggi e documenti fin dal primo giorno, con la speranza che questo precedente possa servire a tutelare il territorio da futuri scempi ambientali” conclude Oldani.

OLDANI VINCE ANCHE IN APPELLO: RIGETTATA LA CAUSA DI SOLTER E VIBECO

Sempre rispetto alla vicenda Cave di Casorezzo nel pomeriggio di oggi Pierluca Oldani ha fatto sapere quanto segue: <>.

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