Segnali di flessione sul fronte della migrazione irregolare in Svizzera. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), il mese di aprile 2026 ha registrato un calo dei soggiorni irregolari sia rispetto al mese precedente, sia allo stesso periodo dello scorso anno.
La maggior parte dei controlli si concentra ancora una volta lungo la frontiera sud. Il Canton Ticino si conferma la porta d’ingresso principale, anche se i numeri mostrano un netto rallentamento: ad aprile i casi rilevati sono stati 396, contro i 560 registrati a marzo. Per quanto riguarda le nazionalità, i cittadini turchi sono risultati i più rappresentati tra i migranti entrati irregolarmente nel Paese.
Frenano anche i passatori
Il trend al ribasso non risparmia la lotta al contrabbando di esseri umani. Le autorità segnalano una diminuzione dei casi legati a sospette attività di passatori, in calo sia nel confronto mensile sia in quello annuale. Restano invece stabili, se paragonati a marzo, i numeri relativi alle consegne di migranti alle autorità estere, anche se la cifra complessiva rimane inferiore a quella registrata ad aprile 2025.
Il sistema dei controlli e delle competenze
Il monitoraggio dei flussi migratori in Svizzera si basa su una stretta collaborazione istituzionale:
I controlli sul campo: Oltre ai monitoraggi dell’UDSC ai confini, anche le forze di polizia effettuano accertamenti sul territorio. I dati della Polizia criminale vengono centralizzati e pubblicati ogni anno a marzo dall’Ufficio federale di statistica.
La gestione locale: L’applicazione pratica della legge sugli stranieri e sull’integrazione (LStrI) spetta per competenza ai singoli Cantoni.
La regia strategica: L’analisi globale della situazione migratoria è affidata alla Segreteria di Stato della migrazione (SEM), che lavora in costante contatto con l’UDSC e con le autorità partner, sia svizzere sia estere, per garantire interventi tempestivi.

















