La Procura di Pavia, “mediante
un’imponente ed articolata attività investigativa, ha
letteralmente disintegrato la sentenza di condanna di Alberto
Stasi, evidenziando una serie lunghissima di nuovi elementi di
prova che dimostrano l’assoluta innocenza”.
Lo affermano gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, spiegando anche
che è emerso un “quadro”, che “coinvolge numerosi soggetti”,
“spaventoso e gravissimo, avendo fortemente inciso, tra l’altro,
sul diritto di Stasi di dimostrare prima la propria innocenza”.
Quadro che sarò “oggetto di separata valutazione”. La difesa ora
lavora “per accelerare i tempi della revisione”.
Legale Poggi, ‘dagli atti non vedo spazio per revisione processo Stasi’
“Dalla lettura delle consulenze non
emergono realmente elementi che possano sconfessare la sentenza
passata in giudicato a carico di Stasi”. Così Gian luigi
Tizzoni, l’avvocato della famiglia Poggi, ha commentato gli atti
dell’indagine della Procura di Pavia chiusa nei giorni scorsi
nei confronti di Andrea Sempio.
“Non vedo spazio per una revisione – sostiene Tizzoni -, né
dalla consulenza medico-legale della dottoressa Cattaneo, né
dalla consulenza informatica di Dal Checco, né dalle consulenze
del Ris per quanto riguarda la Bpa”, ovvero l’analisi delle
tracce ematiche sulla scena del crimine per ricostruire la
dinamica dell’omicidio di Chiara Poggi. “L’unico tema che rimane
da esplorare, e a me dispiace, è l’impronta 33”, quella sul muro
delle scale che portavano in cantina, in fondo alle quali è
stato trovato il corpo senza vita della giovane.
“Avevo chiesto di sottoporla in incidente probatorio”, che si è tenuto l’anno
scorso, “e di farla verificare da un perito terzo”, cosa che
però non è avvenuta. “Il nostro dattiloscopista e, leggo negli
atti, anche altri, hanno forti perplessità che l’impronta 33
abbia il numero di minuzie per essere attribuita non a Sempio ma
a chicchessia”.















