Gruppo Iseni Editori

Agenzia Italpress

Croazia, caso franchi svizzeri. L’economista Novotny: “Un pieno risarcimento avrebbe conseguenze negative”

+ Segui Ticino Notizie

Ricevi le notizie prima di tutti e rimani aggiornato su quello che offre il territorio in cui vivi.

Pubblicità

Salva

ESTERI: Ultim’ora ticinonotizie.it

ZAGABRIA (CROAZIA) (ITALPRESS) – Un pieno risarcimento dei prestiti in franchi svizzeri avrebbe conseguenze negative per l’intero sistema economico” in Croazia. E’ l’opinione dell‘analista economico Damir Novotny, intervistato dal quotidiano croato Vecernji list.

Il 18 maggio la Corte suprema croata dovrebbe esprimersi in merito alla questione dei risarcimenti per i contraenti di prestiti in franchi svizzeri. La questione è tornata a sorpresa alla ribalta sotto le rinnovate pressioni di alcune associazioni di consumatori, in particolare l’associazione Franak, che in croato significa proprio “franco” svizzero.

“Credo che i debitori con prestiti in franchi svizzeri siano già stati sufficientemente risarciti e che, nell’attuale contesto globale di instabilità, un ulteriore colpo alle banche sarebbe ingiusto nei confronti degli altri debitori”, ha osservato Novotny.

Per l’analista “si tratta di una quantità enorme di denaro” e da qui nascerebbe il rischio di un colpo alla stabilità dell’intero sistema economico nazionale. “Nell’opinione pubblica esiste l’idea che le banche siano il nemico numero uno e i maggiori profittatori, ma semplicemente non è vero. Le banche hanno margini di profitto inferiori, per esempio, a quelli dell’industria della panificazione; quindi, non si dovrebbe assumere un atteggiamento ostile verso istituti che custodiscono i nostri depositi”, ha ancora dichiarato Novotny.

I cittadini hanno depositato presso le banche circa 40 miliardi di euro e non abbiamo bisogno di destabilizzare il sistema bancario. Le banche sopravvivrebbero, ma ciò produrrebbe ulteriori effetti negativi sull’intero sistema economico. Sarebbe il colpo finale in termini di destabilizzazione economica, e certamente non sarebbe positivo”, ha dichiarato l’esperto.

Secondo Novotny, la soluzione migliore sarebbe “semplicemente respingere le richieste e chiudere definitivamente il caso. Non solo i debitori hanno stipulato nuovi contratti con le banche al momento della conversione in euro, ma hanno anche acquisito beni che nel frattempo hanno moltiplicato il loro valore. Con l’aumento dei prezzi immobiliari sono stati compensati molte volte più di coloro che avevano contratto prestiti in euro fin dall’inizio. Per questo propongo come unica soluzione il rigetto delle richieste e la chiusura definitiva del caso”, ha concluso l’economista.

La questione dei prestiti in franchi svizzeri, che vede secondo alcuni calcoli un valore complessivo di circa 1,2 miliardi di euro, è stata risollevata nonostante le sentenze già emesse in passato, secondo cui chi aveva accettato la conversione non ha diritto a ulteriori indennizzi. Per dare una risposta definitiva è stata chiamata in causa la Corte suprema, che dovrebbe esprimersi sull’argomento il 18 maggio attraverso un collegio giudicante allargato.

I lavori della Corte sono stati già preceduti da polemiche riguardo alla composizione del collegio, con la richiesta di ricusazione, poi rigettata dalla Corte stessa, di due giudici da parte di un istituto bancario. La Corte suprema vede inoltre ancora vacante il suo vertice, dopo la scomparsa del suo presidente nel marzo 2025.

Al di là del tema giudiziario, crescono i dubbi degli esperti anche sul lato politico in senso più ampio della vicenda. La Croazia, ultimo Paese ad essere entrato nell’Ue (nel 2013), rischia di allontanarsi dalle pratiche applicate dalla maggior parte degli Stati membri e dallo spirito di un’unione bancaria europea.

In senso economico, infine, rischia di dare un’immagine di scarsa affidabilità, mostrandosi come un Paese dove le istituzioni finanziarie non conoscono ancora il costo finale delle proprie operazioni su prestiti erogati 20 anni fa.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

■ Ultim'ora

contenuti dei partner

Ultim'ora nazionali

Altri temi

Pubblicità