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Pamela Genini: Dolci indagato per vilipendio cadavere e profanazione sepolcro

Non ci sono altri indagati

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È indagato per profanazione di sepolcro e vilipendio di cadavere rancesco Dolci – ex fidanzato di Pamela Genini, uccisa lo scorso ottobre dall’ex compagno Gianluca Soncin. Dolci non è sottoposto ad alcuna misura restrittiva. Al momento non ci sono altri indagati. La tomba di Pamela Genini era stata profanata e la testa era stata tagliata e portava via dal cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo.

In più circostanze nelle ultime settimane Dolci – impresario
edile di professione, con casa a Sant’Omobono Terme – si è
presentato dai carabinieri. A volte per riferire di presunti
giri di denaro attorno all’omicidio di Pamela, raccontando
quanto denunciato a diverse testate giornalistiche, ma negando
sempre di aver avuto a che fare con la profanazione della tomba,
avvenuta – stando a quanto emerso dagli esami cui era stato
sottoposto il corpo e la bara stessa (aperta e tagliata in
maniera certosina) – poco dopo il funerale e la tumulazione,
avvenuta il 24 ottobre. La macabra scoperta soltanto il 23
marzo, quando il loculo era stato aperto per uno spostamento
programmato dal colombario alla tomba di famiglia.

Dolci aveva conosciuto Pamela nel 2019 e, a suo dire, era
rimasto in buoni rapporti con la ragazza anche dopo la fine
della loro relazione.
Era al telefono con la ragazza quando
Soncin fece irruzione in casa sua la sera del 14 ottobre. “Ho
paura – scriveva la 29enne alle 21.45 – ti rendi conto cosa ha
fatto”. Alle 21.46: “Questo è matto completamente non so che
fare”. E sei minuti dopo: “Teso Che faccio?”. E l’amico aveva
risposto: “Stanno arrivando. La polizia. Li ho chiamati E sto
arrivando pure io. Apri sotto che sono giù la polizia”.

L’amico provò ancora a tranquillizzarla, ma non ricevette più risposte.
Il suo avvocato ha spiegato nei giorni scorsi che Dolci, “dal
giorno del femminicidio ha subito innumerevoli reati di natura
diversa, quali: ripetute e quasi quotidiane minacce,
intimidazioni, lesioni personali, aggressioni, violazioni di
domicilio, diffamazioni aggravate a mezzo stampa e calunnia da
parte di autori diversi”. L’uomo ha avuto anche un contenzioso
con la famiglia della vittima, a cui ha dovuto restituire il suo
cane.

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