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La “Città che vorrei” : il primo premio va al ‘Cannizzaro’ di Rho

Si è concluso il concorso di idee “La città che vorrei”, promosso dalla Città metropolitana di Milano e dalla Fondazione OMD ETS, rivolto alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del territorio metropolitano. L’iniziativa, attiva dal 15 dicembre 2025 al 3 aprile 2026, ha coinvolto 10 classi nella progettazione di messaggi creativi dedicati alla sostenibilità urbana, dando voce alle nuove generazioni e alla loro visione di futuro.

Il concorso – una vera e propria call 4 ideas – ha offerto alle scuole uno spazio di riflessione e di espressione sui grandi temi dello sviluppo sostenibile. Gli elaborati sono stati sviluppati a partire da una delle sei traiettorie dell’Agenda metropolitana urbana per lo sviluppo sostenibile: energetica, economia circolare, resiliente, ecologica, digitale e crescita economica, che declinano a livello locale gli obiettivi dell’Agenda 2030, mettendo al centro ambiente, inclusione sociale e sviluppo economico sostenibile.

Le ragazze e i ragazzi hanno potuto esprimere la propria creatività scegliendo tra quattro categorie: poster, podcast o spot radiofonico, video o spot e categoria libera, dimostrando grande originalità e attenzione alla qualità dei contenuti e dei linguaggi comunicativi. Tutti i lavori presentati sono stati valutati da una giuria multidisciplinare sulla base di criteri condivisi: coerenza con la traiettoria scelta, originalità e creatività, efficacia comunicativa, qualità tecnica e impatto educativo e sociale.

I progetti premiati

Il primo premio è stato assegnato all’ITT Stanislao Cannizzaro – classe 4AAMB, Istituto Tecnico indirizzo Chimica, materiali e biotecnologie, articolazione Biotecnologie ambientali. L’elaborato vincitore, dal titolo “Green Generation MA È USATO? Economia Circolare: come rivoluzionare il tuo armadio rispettando il pianeta”, si è distinto per la forte capacità comunicativa e per l’approccio concreto al tema dell’economia circolare, scelto come traiettoria di riferimento. Il progetto è stato presentato nella categoria Podcast e ha saputo parlare ai giovani con un linguaggio diretto e coinvolgente, affrontando il tema del riuso.

Il secondo premio è andato al Liceo scientifico “Vittorio Veneto”, classe 4H, con il progetto “Parc8 per ‘La città che vorrei'”, sviluppato nell’ambito della traiettoria ecologica e presentato nella categoria libera. L’elaborato ha colpito la giuria per l’impegno nell’utilizzo di strumenti digitali interattivi e per la capacità di integrare sostenibilità ambientale e qualità della vita negli spazi urbani.

Il terzo premio è stato conferito al Liceo Artistico Umberto Boccioni, classe 4B, indirizzo Grafica, con il progetto “FILO – Dietro le cuciture”, anch’esso dedicato al tema dell’economia circolare e presentato nella categoria libera. Un lavoro che ha saputo unire ricerca grafica, consapevolezza ambientale e attenzione ai lavoratori, valorizzando il ruolo della comunicazione grafica nella diffusione di buone pratiche sostenibili.

Premi e riconoscimenti

Le classi vincitrici si sono aggiudicate visite didattiche ed esperienze formative al MUSE – Museo delle Scienze di Trento, al MAcA –, al Museo A come Ambiente di Torino ed esperienze educative all’Idroscalo di Milano. Sono stati dati riconoscimenti speciali anche ai per evidenziare il ruolo fondamentale degli insegnanti nel percorso educativo e progettuale.

Il concorso di idee “La città che vorrei” si inserisce nel progetto School of Sustainability, promosso dalla Città metropolitana di Milano e dalla Fondazione OMD ETS, con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), nell’ambito dell’Accordo di collaborazione sottoscritto ai sensi dell’art. 34 del d.lgs. 152/06. Un’iniziativa che conferma l’impegno delle istituzioni nel promuovere la cultura della sostenibilità e la partecipazione attiva delle giovani generazioni alla costruzione delle città di oggi e di domani.

Un’occasione importante per ribadire l’importanza di anticipare le esigenze del territorio, attraverso l’uso delle nuove tecnologie, ma soprattutto di comprendere a fondo le opportunità offerte dall’AI in termini concreti e al servizio del bene comune.

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