«In queste ore assistiamo all’ennesima messa in scena della politica: piazze, slogan, parole d’ordine buone per un titolo e dimenticate il giorno dopo. Ma senza visione, senza dottrina, senza classe dirigente, tutto questo non è politica: è intrattenimento».
Lo dichiara Luca Sforzini, esperto d’arte, imprenditore culturale e proprietario del Castello di Castellar Ponzano, nonché fondatore e promotore del Centro Studi Rinascimento Nazionale, think tank di Futuro Nazionale.
«Per questo — prosegue Sforzini — abbiamo deciso di fare un passo diverso. Non una piazza, ma un luogo. Non uno slogan, ma un metodo. Non un comizio, ma un processo di costruzione».
Sabato 30 maggio, presso il Castello Sforzini di Castellar Ponzano, si terrà la prima convocazione degli: STATI GENERALI con tema: “Nord-Ovest chiama Italia. Pensiero italiano, Futuro nazionale”.
L’iniziativa è co-organizzata dal Centro Studi Rinascimento Nazionale e dal Comitato Costituente di Futuro Nazionale – Castello di Castellar Ponzano.
«Sarà una giornata volutamente diversa — spiega Sforzini: niente palchi blindati, niente copioni scritti. Un momento reale di conoscenza e ascolto reciproco, all’aperto, nel parco del Castello. Qui si viene per parlare, non per assistere. Vogliamo rimettere al centro le persone, le idee, la parola».
L’evento avrà un format aperto e partecipativo, radicale nella sua semplicità: tutti i presenti che lo desiderano potranno intervenire dal palco, con interventi di 3 minuti, previa prenotazione.
«Non cerchiamo spettatori o pubblico — sottolinea Sforzini — ma partecipanti. Non followers, ma uomini e donne liberi capaci di pensiero. Non consenso passivo, ma responsabilità attiva».
Indicazioni organizzative essenziali e simboliche: dress code sportivo, scarpe comode, e un invito preciso: portare con sé un tricolore.
«Mentre altri occupano le piazze per un giorno — conclude Sforzini — noi vogliamo costruire qualcosa che resti. Una comunità, una visione, una classe dirigente. Perché la vera sfida non è vincere un titolo di giornata, ma preparare il futuro dell’Italia».















