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Magenta saluta Frida: undici anni di coraggio, qualità e passione che hanno lasciato il segno

Chiara De Fiori e il suo staff lo scrivono in un post su Facebook: "In bocca al lupo a chi verrà dopo di noi"

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Certe chiusure non sono semplici serrande che si abbassano. Sono pagine che si chiudono, storie che restano, profumi che continuano a vivere nella memoria di una città.

A Magenta, il 30 giugno segnerà la fine di una di queste storie: quella della Pasticceria Frida di via Cattaneo, che dopo undici anni ha annunciato la cessazione dell’attività. Una notizia che, nel giro di poche ore, ha fatto il giro della città, lasciando un senso diffuso di dispiacere e gratitudine.

Frida non è stata solo una pasticceria. È stata, prima di tutto, un’idea. Un’idea precisa, ostinata, a tratti controcorrente: portare anche in una realtà di provincia una visione alta, contemporanea, rigorosa della pasticceria. Senza compromessi. Senza scorciatoie.

Undici anni “intensi”, come li definiscono le titolari nel loro messaggio di addio pubblicato su Facebook. Undici anni fatti di sacrifici, notti lunghe, ricerca continua, sperimentazione. Ma anche di relazioni, di fiducia costruita giorno dopo giorno, di clienti diventati affezionati compagni di viaggio.

Dietro quel bancone non si sono solo sfornati dolci: si è costruito un linguaggio. Una firma riconoscibile, fatta di materie prime selezionate, equilibrio nei sapori, attenzione maniacale al dettaglio. Una scelta che non sempre è stata facile, né immediatamente compresa, in un contesto dove la qualità, quella vera, richiede tempo per essere riconosciuta.

Eppure Frida è rimasta fedele a sé stessa. Anche davanti alle critiche, ai “siete troppo cari”, ai “troppo fuori mano”, fino a quei pregiudizi più sottili e amari che le titolari hanno avuto il coraggio di citare apertamente. Sempre dritte sulla loro strada, sempre coerenti con una visione che oggi, a distanza di anni, appare ancora più chiara e preziosa.

Frida è stata anche un luogo di vita. Un laboratorio sì, ma anche una casa. Lo raccontano loro stesse: tra quelle mura si è riso, si è pianto, si è imprecato e si è gioito. Si è cresciuti. Ed è forse proprio questo il segno più autentico che lascia: non solo un’attività commerciale, ma una comunità fatta di persone, di storie, di momenti condivisi.

Quanti compleanni, quante ricorrenze, quanti piccoli grandi traguardi sono passati da lì. Quanti clienti hanno trovato in Frida non solo un dolce, ma un modo diverso di intendere la qualità, il gusto, il lavoro.

La chiusura arriva senza rimpianti, ed è forse questo il tratto più elegante di questa storia. “Possiamo toglierci la giacca senza rimpiangere nulla”, scrivono. E in queste parole c’è tutta la dignità di chi sa di aver dato tutto.

“In bocca al lupo a chi verrà dopo di noi sperando che continui a far splendere questo posto che, per 11 anni, noi abbiamo chiamato casa”: la chiusura del post fa intendere che sono già pronti dei successori, a cui ovviamente auguriamo le migliori fortune.

Ma Frida resterà comunque un esempio. Quello di chi ha scelto la strada più difficile, quella della qualità e della coerenza, e l’ha percorsa fino in fondo.

E resterà anche un augurio, rivolto a chi verrà dopo: quello di continuare a far splendere un luogo che, per undici anni, è stato molto più di una pasticceria. È stato casa.

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