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“Dove nascono i silenzi”, nel libro di Claudia Conte violenza di genere e disagio giovanile

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MILANO (ITALPRESS) – Violenza di genere, disagio giovanile e dinamiche familiari disfunzionali. Il romanzo “Dove nascono i silenzi” di Claudia Conte – giornalista, scrittrice, conduttrice e divulgatrice – racconta di una famiglia segnata dalle parole non dette: due figli feriti, un padre incapace di amare e una madre che non riesce a proteggersi. Alla tappa milanese di presentazione del libro – moderata dal direttore di Italpress, Gaspare Borsellino – erano presenti, oltre all’autrice, Renato Loiero, consigliere economico del Presidente del Consiglio, Paolo Crisalfi, presidente dell’associazione Remind, Claudia Segre, presidente Global Thinking Foundation, Paola Martinoni, fondatrice dell’associazione Libellule e Nicola Legrottaglie, allenatore ed ex calciatore. “Questo libro vuole condensare tutte le mie esperienze nel lavoro con l’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e il Disagio Giovanile, oltre che l’impegno a tutela delle donne vittime di violenza – ha spiegato Claudia Conte – . I temi affrontati sono quelli che purtroppo riguardano molte famiglie, all’interno delle quali c’è violenza.
In “Dove nascono i silenzi”, ci sono un padre violento e una madre dipendente dal punto di vista economico e quindi psicologico. Io parlo tanto di indipendenza economica delle donne come chiave per la libertà, per l’autodeterminazione e anche per la prevenzione della violenza di genere. Spesso molte donne non hanno la forza di portare in salvo i propri figli dal contesto violento perché non hanno alternative. Quindi l’invito è quello di rimanere sempre autonome”. Un altro tema centrale del romanzo è il disagio giovanile. “Molto spesso i ragazzi provano malessere. Se non affrontato, poi il trauma si trasforma in violenza – ha spiegato l’autrice – . Uno dei due figli di questa famiglia vive la violenza del padre, lo considera un mostro, ma alla fine non ha gli strumenti per farsi aiutare. E questi silenzi si trasformano in altrettanta violenza. A differenza di quello che avviene, invece, in sua sorella, che scopre nel volontariato, nella bellezza della vita, un’opportunità per rinascere dall’esperienza di questa famiglia così difficile e disfunzionale”. Secondo Conte, per combattere questi fenomeni è di fondamentale importanza “l’alleanza tra le agenzie educative, quindi fare rete. Come quello che stiamo facendo oggi. Tutti insieme contro la violenza, a tutela dei minori, delle donne e delle loro fragilità”.
“Il messaggio di restituire centralità alle relazioni oggi appare più che mai importante – è intervenuto con un messaggio scritto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – . In un momento in cui, soprattutto per le giovani generazioni, la realtà virtuale e digitale tende a sostituire o semplificare i legami umani, questo libro rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire il valore dei silenzi, intesi come spazi carichi di significato. Sono certo che questo romanzo saprà toccare corde profonde nei lettori, stimolando riflessioni autentiche e contribuendo a riaprire un dialogo più consapevole”. “Ancora oggi, le donne devono affrontare una serie di differenze in termini salariali e patrimoniali sui quali dobbiamo recuperare terreno – ha osservato Claudia Segre – . È importante, quindi, avviare un dialogo trasformativo con lo scopo di dimostrare alle nuove generazioni che un cambiamento è possibile e che, appunto, non c’è niente di male in un dialogo che mette al centro il denaro. Anzi, è il punto di partenza per quella dignità che deriva dal lavoro e che permette l’emancipazione”.
Secondo Segre, un’educazione economica e finanziaria di questo tipo, “permette ai ragazzi di non ripetere quei comportamenti funzionali a cui assistono all’interno delle famiglie”, perché “la violenza economica è l’innesco per altre forme di violenza”. “Dieci anni fa, ho fondato l’associazione Libellule insieme ad Alberto Veronesi: la nostra missione è quella di prendere per mano le donne che affrontano un percorso oncologico – ha spiegato Paola Martinoni – . Prenderle per mano vuol dire ascoltarle empaticamente, interpretare le paure e silenzi, mettersi nei loro panni e sorreggerle, accompagnarle. È importantissimo far capire loro che i silenzi sono sinonimo di paure. Paura di dire ai propri figli che cosa stanno affrontando, di dire al marito cosa dovrà affrontare, quale sarà la loro trasformazione fisica, paura di dirlo al lavoro. Tante donne si chiudono nel silenzio”.
Martinoni ha poi sottolineato che “un dolore, un disagio familiare è molto grave perché ti fa ammalare. Abbiamo visto, mettendo insieme vari indizi ed evidenze, che sentire minata la propria femminilità è uno dei fattori che predispongono anche al dolore, fisico e mentale”. Una donna che affronta queste difficoltà “ha più possibilità di ammalarsi rispetto a una donna che ha capacità di reazione, di autostima, di amarsi”. “Le priorità di questo governo, fin dall’inizio, sono state occupazione, redditi e donne – ha concluso Renato Loiero – . Per quanto riguarda le donne, cito, in particolare, il potenziamento del numero anti violenza 1522, dei centri anti violenza, la legge Roccella, l’introduzione del reato di femminicidio, il piano strategico per la violenza contro le donne, il rafforzamento del codice rosso e la trasformazione strutturale del reddito di libertà, uno dei principali strumenti per contrastare la violenza economica”.

– Foto: xm4/Italpress –

(ITALPRESS).

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