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Caporalato, Deliveroo sotto controllo giudiziario: verifiche anche su McDonald’s, Burger King ed Esselunga

Dopo il caso Glovo-Foodinho, anche Deliveroo finisce nel mirino della Procura di Milano per presunto caporalato. L’azienda, colosso del food delivery da circa 240 milioni di euro di fatturato in Italia e controllata dalla britannica Roofoods Ltd, è stata sottoposta a controllo giudiziario d’urgenza su disposizione del pm Paolo Storari.

Al centro dell’indagine, le condizioni di circa 3mila rider a Milano e fino a 20mila in tutta Italia. Secondo gli inquirenti, il modello organizzativo della società sarebbe fondato su manodopera in condizioni di sfruttamento, con compensi anche fino al 90% inferiori alla soglia di povertà e una gestione che “rinnega esplicitamente le esigenze di rispetto della legalità”, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori.

Indagato anche Andrea Giuseppe Zocchi, amministratore unico e managing director di Deliveroo Italy. Ma l’inchiesta si allarga: i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Gruppo Tutela Lavoro hanno effettuato accessi presso sette grandi gruppi della distribuzione e del fast food — tra cui McDonald’s, Burger King, Carrefour, Esselunga, Poke House, Crai e KFC — per verificare l’idoneità dei loro modelli organizzativi nella prevenzione del caporalato lungo la filiera.

Alle aziende è stato richiesto di esibire documentazione dettagliata: organigrammi, sistemi di controllo interno, modelli 231, registri whistleblowing e attività di audit sui fornitori. L’obiettivo è accertare eventuali responsabilità per “agevolazione colposa” dello sfruttamento, già contestata in passato anche a noti marchi del lusso.

Al momento nessuna delle società coinvolte risulta indagata, ma tutte intrattengono rapporti contrattuali con Deliveroo e si avvalgono degli stessi rider. Dalle testimonianze raccolte emerge un quadro critico: il 73% dei lavoratori percepisce meno di 1.245 euro lordi al mese, soglia considerata a rischio povertà secondo dati Istat, con uno scostamento medio annuo superiore ai 7mila euro. Rispetto al contratto nazionale della logistica, risultano sottopagati l’86,5% dei ciclofattorini.

Le condizioni di lavoro descritte sono particolarmente gravose: turni fino a 11 ore consecutive, spesso per sette giorni su sette, con punte di 20 ore giornaliere sommando più impieghi. Le consegne vengono pagate mediamente tra i 3 e i 4 euro, con una componente variabile legata ai chilometri calcolati dall’algoritmo. Un sistema completamente gestito dall’app, che regola assegnazione degli ordini, tempi, geolocalizzazione e perfino le possibilità di accesso al lavoro tramite meccanismi reputazionali.

In caso di convalida del provvedimento da parte del gip, sarà nominato un amministratore giudiziario con il compito di regolarizzare i rider e adeguare l’organizzazione aziendale, anche introducendo sistemi — inclusi algoritmi — in grado di garantire compensi conformi ai principi costituzionali di proporzionalità e dignità del lavoro.

“Stiamo esaminando la documentazione ricevuta dalle Autorità”. Lo afferma Deliveroo
che, in una nota, precisa di “collaborare alle indagini” della
Procura di Milano, che ha disposto il controllo giudiziario del
colosso del delivery food per caporalato sui rider.

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