RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore,
Fino a ieri la Groenlandia era solo una casella della Settimana Enigmistica o una battuta per rinfrescarsi durante l’afa d’agosto. Oggi è la “Terra dell’Oro”, il centro del mondo. Perché? Perché il Presidente col ciuffo biondo ha deciso di parlarne. Quando Trump parla, il pianeta si muove: le azioni salgono, la popolarità esplode e persino il ghiaccio sembra valere oro al metro quadro.
Trump è il venditore definitivo. Non ha bisogno di comprare davvero; gli basta annunciare l’intenzione per cambiare il destino di un luogo.
E allora mi chiedo: perché non Cerano?
Il mio paese vive la crisi che attanaglia molti centri italiani: desertificazione sociale, prezzi immobiliari in caduta libera, supermercati che mancano e rotonde mai finite. Abbiamo immobili vuoti che dovevano essere “mare e monti” e sono rimasti polvere.
Caro Trump, invadi o compra Cerano!
Non serve che tu lo faccia davvero. Basta che tu lo annunci. Immaginate la scena: giornali, TV e social di tutto il mondo punterebbero i riflettori su di noi. I quadri del nostro Gian Battista Crespi (il Cerano) diventerebbero improvvisamente più quotati di Caravaggio. Il nostro riso e il salame della duja verrebbero dichiarati patrimonio UNESCO in un pomeriggio.
Esagero? Forse. Ma in un mondo dove il vero tesoro è la popolarità mediatica, l’attenzione è l’unica moneta che conta. Spesso chi vuole farci del bene finisce per danneggiarci, mentre chi agisce per interesse (o “per fare il male”) finisce per portare benefici inaspettati.
Caro Trump, facci questo favore: di’ che vuoi costruire un centro commerciale a Cerano. Magari, tra un annuncio e l’altro, riusciremo finalmente a ridare vita a questo pezzo di Italia che aspetta solo una ribalta”.



















