HomePoliticaReferendum: scontro a distanza tra Cecchetti e Conte

Referendum: scontro a distanza tra Cecchetti e Conte

“Sentire Giuseppe Conte parlare di giustizia e accusare gli altri di voler controllare la magistratura fa sorridere. Il Movimento 5 Stelle era quello che prometteva di aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno e di rivoluzionare il sistema. Dopo anni di governo, l’unica cosa che hanno aperto sono state le porte del potere per restarci il più possibile”.

Lo dichiara Fabrizio Cecchetti, deputato lombardo della Lega e Segretario dell’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati.

“La verità è semplice: il referendum sulla giustizia serve a spezzare i meccanismi di potere interni alla magistratura, a ridurre il peso delle correnti e a riportare merito e trasparenza dove per troppo tempo hanno prevalso spartizioni e appartenenze. Chi oggi urla allo scandalo lo fa perché teme di perdere quei privilegi”.

“Conte parla di ‘sottomissione della magistratura’, ma dimentica di dire che la separazione delle carriere è una riforma presente in tutti i principali ordinamenti occidentali e che serve proprio a garantire più equilibrio tra accusa e difesa. Continuare a difendere l’attuale sistema significa invece accettare che chi accusa e chi giudica appartenga allo stesso percorso e alla stessa cultura professionale”.

“Il vero problema non è la riforma, ma chi difende lo status quo. Per anni i cittadini hanno assistito a scandali, correnti e giochi di potere dentro il Consiglio Superiore della Magistratura. Oggi finalmente si prova a cambiare davvero e c’è chi preferisce difendere il sistema così com’è”.

“Il 22 e 23 marzo gli italiani avranno l’occasione di dire chiaramente da che parte stanno: con chi vuole una giustizia più trasparente ed equilibrata o con chi difende le correnti e i vecchi meccanismi di potere” conclude Cecchetti.

GIUSEPPE CONTE A TORINO INSIEME A ZAGREBELSKY E GROSSO

Intanto, venerdì 13 marzo alle ore 17, al Museo Nazionale dell’Automobile, il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, torna a Torino per un incontro di approfondimento sul referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo.

Al suo fianco Gustavo Zagrebelsky, professore emerito di diritto costituzionale all’Università di Torino, già presidente della Corte Costituzionale, ed Enrico Grosso, professore ordinario di diritto costituzionale all’Università di Torino, nonché presidente del comitato “Giusto dire No”. Modera Agnese Pini, direttrice del Quotidiano Nazionale.

“La riforma della giustizia presentata dal Governo Meloni come soluzione alle criticità del sistema giudiziario non interviene sui problemi strutturali reali, quali la lentezza dei procedimenti, l’inefficienza e la mancanza di certezza della pena. A chi vuole una riforma salva-casta rispondiamo con un chiaro e netto “NO” “.

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