Il problema del riscaldamento al Liceo “Salvatore Quasimodo” di Magenta è al centro dell’attenzione politica e istituzionale da settimane. A fare il punto sulla situazione è Marco Maggi, esponente del gruppo consiliare Progetto Magenta, che nei giorni scorsi ha seguito da vicino le difficoltà segnalate da studenti e personale scolastico, anche in collaborazione con @nextmagenta.
Maggi ha incontrato i rappresentanti d’istituto prima dell’inizio dello sciopero, raccogliendo – spiega – le criticità vissute quotidianamente all’interno della scuola a causa delle basse temperature. Un confronto che ha portato a un’interlocuzione costante con Roberto Maviglia, consigliere delegato della Città Metropolitana di Milano, per chiarire le cause del cosiddetto “gelo” che da settimane caratterizza l’istituto. Secondo quanto emerso, il liceo è servito da un vecchio impianto di riscaldamento centralizzato, giudicato fortemente inadeguato. La manutenzione ordinaria e l’erogazione del servizio termico sono affidate al Comune di Magenta attraverso la propria società municipalizzata. Gli uffici tecnici di Città Metropolitana avrebbero più volte segnalato la necessità di un intervento strutturale, rimasto però finora irrisolto.
Le conseguenze, sottolinea Maggi, ricadono oggi direttamente su studenti, docenti e personale ATA, costretti a svolgere le attività scolastiche in ambienti insufficientemente riscaldati. Una situazione che ha alimentato il malcontento e portato alla mobilitazione della comunità scolastica. La soluzione definitiva è prevista per la prossima estate, con un intervento strutturale sull’impianto. Nel frattempo, per attenuare il disagio, verrà adottata una misura tampone: il riscaldamento resterà acceso oltre gli orari normalmente previsti, così da aumentare la temperatura degli ambienti scolastici. I costi aggiuntivi, previa accettazione da parte del Comune di Magenta, saranno sostenuti dalla Città Metropolitana di Milano. “C’è chi fa spot e invettive e chi, invece, alza la cornetta e prova davvero a risolvere i problemi”, conclude Maggi, rivendicando un approccio basato sull’ascolto e sul confronto diretto con ragazze e ragazzi.


















