Di recente l’iconica Fran Lebowitz รจ stata a Milano. Assieme a lei c’era pure Camilla Garavaglia, che c’ha scritto sopra un altrettanto iconico pezzo. Periglioso, ma alla fine il retrogusto รจ quello dei tortellini alla panna. Perรฒ nella versione di Massimo Bottura.. Ergo, leggete. Ne vale la pena.
Questo รจ lโarticolo che non avrei mai voluto scrivere, e per tre diverse ragioni.
La prima: รจ passata una settimana e quattro ore dallo spettacolo, un poโ tardi per essere giustificato dal novecentesco dovere di cronaca. Poi: ne ha giร scritto, tra gli altri – ma non so mica se ce ne sono altri, io ho letto solo lei – Guia Soncini, e giร dal momento in cui lโho vista fluttuare via dal teatro, con Christian Rocca, in un abito forse bianco e azzurro (un Miuccio? Non saprei, la fantasia dellโabito richiamava un poโ le porcellane Ming e un poโ le tazze del prosciutto Ferrarini, sono cosรฌ poco avvezza ai lussi che non saprei fare distinguo) ho capito che non avrei mai potuto scrivere un articolo sul tema โFran Lebowitz a Milanoโ perchรฉ tanto lo avrebbe scritto giร lei. E che serve allora che ne scriva anche io.
Perรฒ. Sono ormai 13 mesi, li conto come gli stagionatori del parmigiano, che Ticino Notizie (leggasi, Fabrizio Provera) mi ripete: โeddai, scrivi un articolo per noi sul tema xโ. E se sono abbastanza pigra per rifiutare cinque volte non sono abbastanza arrogante da rifiutare una sesta.
Perciรฒ eccomi qui, con tutte le matite temperate e il candelabro acceso – prima lezione di procrastinazione: non vorrai mica metterti a scrivere con le matite non temperate e senza tutte le candele di casa correttamente accese? – a raccontare lo scorso venerdรฌ al teatro degli Arcimboldi.
Scena 1- Faccio conto che sappiate chi sia Fran Lebowitz, e senza uso di preterizioni. La scrittrice che non scrive, la protagonista della serie Pretend itโs a city, la battutista che parla e ti fa esclamare โcazzo, questa me la rivendoโ.
Non che io sia titolata a parlare di Lebowitz: sono talmente tanto inetta in fluency che la pronuncio Laibowitz, senza una ragione fonetica al mondo. Ma ho acquistato il biglietto per la serata mesi fa, in quattordicesima fila, e porto con me lโamica V vendendole la serata come regalo di compleanno. โFidatiโ le dico โ sarร una serata storica. LโArcimboldi sarร the place to be, quella sera, io ne so di queste coseโ.
E come me devono averla pensata anche tutti gli intellettuali della Milano-non voto Pdchevolgaritร - votereiBoninomadisperdoilvoto- perรฒSalachegransindaco che si sono radunati qui per lโoccasione. Tutti insieme non riempiamo il teatro, che invece in occasione del noiosissimo musical sulla Divina Commedia era sold out, ma dโaltra parte a riempire lโArcimboldi in quellโoccasione cโera mia madre, posto in balconata con sbarra a coprire la vista, due ore a domandarmi โchi รจ quello con la toga?โ per validare un consumo culturale riconosciuto persino al paese. Insomma: Divina Commedia riassunta male e cantata cosรฌ cosรฌ: pienone. Fran Lebowitz: diversi posti vuoti. Poi uno dice: radical chic.
Scena 2- Arrivo con amica V in pigiama con bordo di piume, shopper del New Yorker e Roger Vivier dโordinanza. Lei ha mocassini e trench, bravissima: siamo perfette per mescolarci con gli indigeni. Temiamo perรฒ di essere smascherate: per sembrare vere newyorchesi ci manca il berretto five panels e la solita fluency, ma ci mimetizziamo con i madrelingua occupando i nostri posti in fila 14 e stando ben mute in attesa che tutto inizi.
Scena 3- Tutto inizia e io annuisco freneticamente su ciascuna frase che riesco a intendere, ridendo con aria saputa quando il pubblico ride. Capisco il 40% in purezza di ciรฒ che viene detto, il 20% lo intuisco ricordando la raccolta di scritti di Lebowitz โLa vita รจ qualcosa da fare quando non si riesce a dormireโ e il resto lo ricostruisco assemblando ciรฒ che lโamica V capisce grazie alla sua fluency. Arriviamo, insieme, ad un onestissimo 90%. Su Trump e Biden ci siamo, sulla natura โcosรฌ naturaleโ anche, sullโOklahoma che รจ fatto di niente pure. Ridiamo molto quando Fran racconta di aver corretto un energumeno che in un parco pubblico di notte declina โmouseโ al plurale come โmousesโ e non come โmiceโ, e lei lo corregge anteponendo la grammatica alla paura di essere aggredita.
Annuisco ancora piรน freneticamente quando racconta uno degli aneddoti piรน divertenti. Quello in cui un passeggero muore in aereo nella tratta tra Roma e Parigi e il suo compagno di posto si rifiuta di sedere vicino a un cadavere: Fran si offre per fare a cambio e la battuta รจ giร visibile a distanza come la terra ai marinai, dice โil morto รจ stato il miglior compagno di viaggio di sempreโ e io annuisco freneticamente, dicevo, perchรฉ per due ore ho avuto accanto il peggior spettatore dellโArcimboldi di sempre. Quello americano, ma di stanza a Milano, che tiene le gambe spalancate rubandomi spazio e batte le mani e dice โoh, yeah!โ a ogni frase e urla, impreca, mentre tutti lo fissano disgustati ma silenti nel piรน grande covo dโintellettuali di sempre.
Scena 4- Mi imbarazzo molto durante lo spazio lasciato alle domande del pubblico, io che mai oserei pensare a una domanda per il terrore di essere banale (lo sarei stata), e mi incanto di fronte a una ragazza che si impegola su una domanda che parte da Pirandello e arriva non si sa bene dove. Sudo, un poโ mi muovo sulla poltrona a disagio, lโamericano del posto accanto grida โoh, COME ON!โ spingendomi a solidalizzare con la ragazza.
Scena 5- Chiedo scusa a V per essere stata cosรฌ pezzente da aver acquistato un biglietto in 14esima fila e non in quinta, dove saremmo state sedute a fianco di Alessandro Cattelan (o a qualcuno che gli somigliava molto) invece che accanto a uno che ho davvero voluto morto per tutto lo spettacolo.
Scena 6- Rientro in provincia, le Roger Vivier sul sedile posteriore e le ballerine ai piedi per non ciancicare la frizione. Ascolto Sam Fragoso intervistare Lebowitz in โTalk Easyโ mentre i cartelli mi deviano dallโA4 verso strade inesplorate (ma comunque a pagamento). Allenando la fluency, per la prossima volta che ricapita. Sperando ricapiti.
Camila Garavaglia





