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+Email alla Procura di Milano: fate giustizia a Diana. I vicini tentano di aggredire la madre

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MILANO  Chiedono ‘giustizia’ per la piccola Diana e una condanna severa per la madre Alessia Pifferi, i molti messaggi via email che da giovedì scorso stanno arrivando in Procura a Milano da tutta Italia sul caso della morte della bimba di quasi un anno e mezzo che ha scosso l’opinione pubblica.
E mentre oggi si terrà l’autopsia sul corpo della piccina, si è saputo che alcuni degli abitanti dello stabile di via Parea dove Diana è stata trovata senza vita, hanno tentato di linciare la madre, ora in cella con l’accusa di omicidio volontario pluriaggravato per averla abbandonata per sei giorni fino a farla morire di stenti: mentre la polizia la stava portando in carcere, alcuni vicini, oltre ad averla insultata, si sono messi di traverso con la loro macchina per cercare di bloccare l’auto della polizia. Riguardo agli esami autoptici, da quanto si è saputo, verranno effettuati anche accertamenti radiologici , in via precauzionale, per essere certi che non vi siano lesioni interne. Al momento comunque non ci sono sospetti di maltrattamenti fisici.

Inoltre il pm Francesco De Tommasi, che coordina le indagini condotte dalla Squadra Mobile, ha dato incarico alla polizia scientifica della Questura di analizzare, con la formula dell’accertamento irripetibile, sia il contenuto del flaconcino di ‘EN’ ritrovato nell’appartamento per verificare che si tratti davvero di benzodiazepine, sia il latte rimasto nel biberon ritrovato nella lettino a fianco di Diana per appurare se vi siano tracce del potente tranquillante. Inoltre agli investigatori toccherà individuare se vi sia o meno il Dna della bimba sul beccuccio del flacone del medicinale. Per la Procura avrebbe messo in atto una “progressione criminosa”, come si dice tecnicamente, lasciandola da sola prima per poche ore, poi per qualche week end e poi per sei giorni riuscendo, così, alla fine nell’intento di ucciderla.

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