Pombia, comune del medio novarese, posto lungo la Statale che collega Novara ad Arona, fu centro importantissimo nell’età romana. Prima di allora la zona fu abitata dai Leponzi e poi dagli Insubri; mentre nell’alto medioevo giunsero i Longobardi, gli uomini dalle lunghe barbe, che nel 569 vi impiantarono nientemeno che una zecca di monete d’oro.
Il territorio comunale è ricco di ritrovamenti archeologici della cosiddetta “Civiltà di Golasecca”, ma anche d’età romana. Al IV secolo risale il cosiddetto Ninfeo, una costruzione ottagonale coperta da una cupola sotto cui sta una vasca che raccoglie le acque di una sorgente: una passerella di pietra consente di girarci attorno e di vedere le nicchie che un tempo contenevano le statue raffiguranti le dee Matronae. Per visitarlo occorre però attendere le giornate del FAI o eventi organizzati a livello locale.
Da vedere San Vincenzo in castro, un edificio trecentesco considerato monumento nazionale da cui si può ammirare la Valle del Ticino. (vedi foto)
Esso è costituito da una facciata romanica preceduta da un possente esonartece affrescato con motivi che riguardano l’oltretomba: un gallo simbolo di vigilanza, un pavone rappresentazione dell’immortalità dell’anima e un cane a tre teste, guardiano dell’aldilà.
La chiesa custodisce in controfaccaita l’affresco di un Giudizio Universale risalente all’anno Mille e, su di un pilastro, una quattrocentesca Madonna che allatta il Bambino. Per la visita è necessario contattare la parrocchia al numero: 0321 956654.
Invece, del periodo medioevale, rimangono i fascinosi ruderi del Castrum Domini, un’antica fortificazione del X secolo fatta di ciottoli di fiume, laterizi romani e mattoni sistemati a spina di pesce, ubicata sulla sommità del colle, non lontano da San Vincenzo in castro.
Al centro al paese sorge Santa Maria della Pila, chiesa parrocchiale dallo stile architettonico composito, dotata di una facciata policroma con portico, e così chiamata perché un tempo, essendo priva di campanile, aveva la campana sostenuta da un pilastro detto appunto pila.
Nella vicina Varallo Pombia, situata a soli quattro minuti di auto, sorge la chiesa dei Santi Vincenzio e Anastasio edificata sopra un tempio dedicato a Nettuno, che custodisce una ‘Madonna con Bambino e Santi’, tela seicentesca opera del Nuvolone, e un affresco del XVI secolo di scuola novarese.
La visita è possibile tutti i giorni dalle 8:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 18:00.
Ma Pombia non è solo arte che rievoca un arcano e fascinoso passato, è anche divertimento e svago. Vi si trova, infatti, il Safari Park, un parco zoologico di circa 450.000 metri quadrati. Un percorso di alcuni chilometri consente di osservare dall’auto o dal trenino, animali della savana che girano liberi: leoni, tigri, rinoceronti, lemuri, ippopotami, elefanti; si possono visitare il rettilario, l’acquario, la fattoria degli animali, osservare le evoluzioni dei rapaci nell’area denominata Fortezza del Falco; mentre per chi è appassionato dell’era preistorica, nel Parco giurassico trova dodici dinosauri, e per chi vuole strabiliarsi un poco, ecco la Riserva degli Insetti Giganti. Non possono mancare le giostre: tra le quali il TNT train, la ruota panoramica, la nave pirata, il bear river, e la paranormal experience durante Halloween.
Insomma, al Safari Park si può proprio trascorrere una giornata davvero diversa dalle solite, in coppia o coi bimbi, magari soggiornando nel campeggio che dispone di casette mobili, piazzole dove piantare la propria tenda e piazzole camper e mangiare nei vari Safari food che offrono diversi percorsi culinari e ambienti dove poter pranzare.
Inoltre, nei seguenti weekend di ottobre: 3/4-10/11-17/18 e 24/25, torna anche quest’anno l’Oktoberfest, un appuntamento tutto bavarese, dove la birra accompagna crauti, bretzel, stinchi e altre golose specialità.
Per informazioni
https://safaripark.it/biglietti-e-prezzi-2/
https://safaripark.it/orari-e-calendario/
A cura di Luciana Benotto












