CASORARE PRIMO (Pavia) Sarebbero Antonio Barbaro, 52 anni, e il figlio Rocco, 29 anni, a capo del gruppo che da Casorate Primo (Pavia) – dove da anni sono impiantate solidamente molte famiglie ‘ndranghetiste di Plati’ – trafficava ingenti quantitativi di cocaina e marijuana tra Lombardia, Piemonte e Liguria.
I due, su disposizione del gip Raffaella Mascarino come richiesto dal pm della Dda Gianluca Prisco, sono finiti in carcere in qualita’ di ‘promotore e organizzatore’ dell’associazione, di cui farebbero parte anche le rispettive mogli.
Tra i destinatari dell’ordinanza cautelare, con la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, c’e’ infatti la moglie di Rocco Barbaro e, secondo l’accusa della Dda, “partecipe dell’associazione con il compito di custodire lo stupefacente ed accompagnare il marito nei viaggi finalizzati alla cessione di cocaina extraregione”.
Il gip, comunque, evidenzia che “per quanto riguarda le posizioni delle altre due presunte partecipi all’associazione”, ossia lei e la moglie di Antonio Barbaro, anche lei indagata, a prescindere “dalle loro responsabilita’ nei singoli delitti” le due donne “non sembrano aver fornito alcun contributo significativo al funzionamento dell’apparato organizzativo predisposto dai loro mariti/figli, neppure dal punto di vista del rafforzamento del loro proposito criminoso.
