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Voci fuori dal coro- L’Ue ha perduto la sua guerra per procura. Pur di negarlo, farà morire anche l’ultimo degli ucraini

Nella realtà dei rapporti di forza, dopo 4 anni, la guerra tra Ucraina e Russia è finita. Non sul campo, dove ancora si muore, ma la Russia ha vinto. Infatti l’esercito ucraino agonizza. Gli Usa hanno capito. L’Ue non vuole capire.

Il fatto non è che Kiev resista, mentre e Washington tenti di camuffare la sconfitta. Il fatto è’ che la classe dirigente dell’Ue, freneticamente bellicista, non ha più obiettivo, industria, soldati, strategia. Nessuno poi, nella grande stampa italiana, ricorda il consiglio offerto al Festival di Sanremo del 1967 – con gli americani dal 1962 impantanati in Vietnam – da Lucio Dalla e dai Rokes: “Bisogna saper perdere / non sempre si può vincere…”.

Esilarante “minaccia esistenziale”

Si parla allora di “minaccia esistenziale”. Si parla di carri armati russi a… Lisbona. Si parla, si parla, ma la geografia non è un optional e la demografia non è un dettaglio.
Russia: 17 milioni di kmq, popolazione in calo, uno Stato che stenta a occupare il proprio territorio. Dunque non intende invadere l’Europa. Gliene mancano voglia, interesse, mezzi. Mosca raggiungerà però gli obiettivi, Odessa inclusa. E si fermerà. Non per bontà: per calcolo. Una potenza fragile demograficamente non si lancia in un’avventura continentale. Il suo problema è la sicurezza del Mar Nero, non riconquistare Berlino. Chi ha pagato un tributo di sangue, non ne spreca per una fantasia. Il resto è teatro.

Qui ci sono le fatture

L’Ue fornisce armi e fatture. Non decide niente. Accusa di disfattismo chi guarda i numeri. Chiama la propria cecità “realismo”. Confonde la Nato per lo scudo dell’Ue, mentre è, prima di tutto, lo strumento egemonico degli Usa.

La questione è chi ha voluto la guerra, chi l’ha condotta per procura, chi ha spezzato l’asse energetico europeo e chi oggi pretende di continuare la strage per non ammettere di aver sbagliato tutto.

Quando la sconfitta sarà ufficiale, non basterà cambiare comunicato. Bisognerà spiegare perché l’Ue ha preferito l’isteria alla geografia, la predica al calcolo, la guerra degli altri al proprio interesse.
Fino ad allora, il coro continuerà. Più alto. Più vuoto. Più pericoloso.

da www.barbadillo.it

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