MAGENTA Se la crisi morde sempre di più il volontariato interviene. Forse non risolverà tutti i problemi, ma ci mette il cuore e spesso i risultati si ottengono. L’associazione Non di solo pane di Magenta, con il suo refettorio in via Moncenisio, distribuisce centinaia di pasti al giorno per le famiglie meno abbienti.
Da oltre cinque anni a questa parte per molti non si è trattato solo di qualcuno che ha dato una mano, è stato molto di più. «Un’opera importantissima – ha detto il parroco don Giuseppe Marinoni – ma adesso cerchiamo di fare un passo avanti. Non solo cibo e vestiario grazie alle associazioni della carità, ma anche lavoro e casa». Se, per quest’ultima siamo solo nella fase dell’idea, il progetto lavoro è già avviato e vede Non di solo pane nel ruolo di associazione capofila, poi ci sono la Caritas Decanale, la San Vincenzo e Avas, oltre al Piano Sociale di Zona come istituzione del magentino e la cooperativa Albatros a coordinare il tutto. Fondamentale il contributo in denaro messo a disposizione della Fondazione Ticino Olona. Basta guardarsi attorno per capire come la situazione su questo fronte, negli ultimi due anni, sia letteralmente precipitata. A preoccupare sono, soprattutto, le persone in là con gli anni con una famiglia da mantenere.
«Ci rivolgiamo ad alcune categorie ben precise di persone – ha spiegato Laura Di Rocco della cooperativa Albatros – i disoccupati da meno di 18 mesi, le donne che vogliono fare ingresso nel mondo del lavoro e coloro che lavorano in nero e che desiderano essere regolarizzati». Chi entrerà nel progetto avrà una tessera (da qui il nome al progetto chiamato Tessera lavoro) che permetterà di attivare i tirocini formativi. «Faremo rete con le scuole e le aziende del territorio – continua – per capire quali sono le necessità di questa zona e con l’obiettivo di fornire un percorso verso un’occupazione stabile, mediante supporto individualizzato».
Sportelli, tutoraggio e laboratori formativi permetteranno di avviare un progetto insieme alla persona di riferimento. L’attività svolta verrà continuamente monitorata. Naturalmente per fare tutto questo c’è bisogno di volontari. «Ci rivolgiamo, soprattutto ai giovani desiderosi di mettere a disposizione qualche ora alla settimana – conclude – Noi della cooperativa Albatros coordineremo il progetto, ma teniamo presente che questo nasce dal volontariato. Ci si dovrà occupare anche della raccolta fondi, per esempio l’ultima vendita dei panettoni alle porte della basilica San Martino a Magenta era destinata a questo progetto. E così, con il mese di gennaio, potremo partire».

