MAGENTA – Cinquanta più uno anni di vita da quel 23 maggio del 1970, giorno dell’inaugurazione. Una storia prestigiosa da ricordare, da ripercorrere e da consegnare alla Città, perché l’Ospedale ‘Fornaroli’, il ‘nostro’ Fornaroli, è stato e deve continuare ad essere – come affermato da più di uno degli addetti ai lavori in ambito medico, amministrativo e politico – un’eccellenza per Magenta e per il territorio.
La festa di compleanno si è svolta ieri, ultimo di novembre, al Teatro Lirico, altro luogo simbolo della Città, che ha visto una folta presenza di ospiti importanti, di volti di ‘camici bianchi’ e di tanti che, ciascuno nel proprio ruolo, hanno contribuito all’impresa di “passare da un piccolo ospedale periferico ad una struttura sanitaria all’avanguardia in grado di offrire prestazioni di livello europeo”, per citare Giorgio Cerati, di Fondazione degli Ospedali di Abbiategrasso, Cuggiono, Legnano , Magenta, ideatore e creatore del libro ‘I 50 anni dell’Ospedale di Magenta’ (cui hanno collaborato Comune di Magenta, Regione Lombardia ASST Ovest Milano e Pro Loco), presentato nel corso della serata (svoltasi con il patrocinio di Olivares Creative Evolution, Poliambulatorio Santa Crescenzia, Studio Mainini Associati, Rotary Club Magenta e Forno Cooperativo Ambrosiano), condotta da Arabella Biscaro.
Intervenuti anche, e non ultimi, numerosi ‘comuni’ cittadini che al proprio Ospedale hanno sempre voluto bene, a volte lamentandosene pure – come capita per ciò che sta a cuore – nei momenti più critici della storia del ‘Fornaroli’, uno per tutti, quando vi fu “il riordino del servizio sanitario regionale che incise sugli assetti organizzativi della rete ospedaliera dell’Est Ticino, portando il ‘Fornaroli’ in posizione defilata rispetto a quella vissuta fino a quel momento “, per citare quanto scrive Angelo Giuseppe Parmigiani, a lungo Capo Ripartizione del Personale. Confesso a questo punto la fatica del cronista nel fare sintesi delle parole ascoltate, dei nomi fatti,delle immagini proiettate sul fondo dello spazio scenico, delle letture – affidate ai ‘Cariotipi ‘ – delle testimonianze di chi ha lavorato e lavora al e per il ‘Fornaroli’, del contributo canoro offerto dal Coro Civico Città di Magenta con la proposta di famosi brani lirici. Ma non posso non scrivere della innegabile, intensa emozione che ha percorso la platea, della riconoscenza palpabile, della ribadita vicinanza di una comunità al proprio Ospedale, manifestatasi una volta ancora, di recente – lo ha sottolineato il Direttore Generale Fulvio Odinolfi – con il generoso contributo in occasione della raccolta fondi durante l’emergenza pandemica. Il ‘Fornaroli’ per i Magentini è qualcosa che va ben oltre il mero perimetro di una struttura. Né posso tralasciare quanto assicurato sia Luca Del Gobbo – con lui anche i Consiglieri lombardi Curzio Trezzani, Silvia Scurati e l’ex Assessore al Welfare Giulio Gallera – circa l’arrivo di nuovi fondi per il nosocomio, sia da Odinolfi.
“Mezzo secolo è trascorso, ma l’Ospedale è proiettato nel futuro, abbiamo realizzato il nuovo Pronto Soccorso, avremo nuove sale operatorie, una nuova rianimazione, una nuova unità di terapia intensiva cardiologica”, ha affermato, il Direttore Generale, ribadendo “la fondamentale importanza del ‘Fornaroli’ all’interno dell’organizzazione dell’ASST Ovest Milano”.
La lunga serata ha compreso la consegna di una targa da parte dell’Amministrazione Comunale, dal Sindaco, Chiara Calati, a Odinolfi, quale ringraziamento di Magenta per la passione, la professionalità, l’umanità e lo spirito di abnegazione con cui il ‘Fornaroli’ ha affrontato la pandemia.
Poi, medaglia simbolica e copia del libro a quanti hanno contribuito alla realizzazione delle sue pagine. In tanti i chiamati sul palco (nel merito guardare le foto a corredo dell’articolo). E, sigla finale dell’evento celebrativo: il brindisi canoro per eccellenza dalla ‘Traviata’ verdiana.
Franca Galeazzi



