Regione, il testo approvato dal Consiglio con 48 voti a favore e 26 contrari: 100 distretti (dai 27 attuali), 203 case di comunità, 101 centrali operative e 60 ospedali di comunità. Letizia Moratti: così potenziamo l’assistenza sociosanitaria e sociale territoriale. Insorgono le opposizioni
Riforma sanitaria in Lombardia: la sintesi
RETI DI PROSSIMITÀ
MILANO – La novità principale: il potenziamento delle reti di prossimità. L’individuazione e la conseguente realizzazione degli Ospedali di Comunità e delle Case della Comunità consentirà di potenziare l’offerta sanitaria territoriale, la continuità assistenziale ospedale-territorio e di permettere ai cittadini di fruire dei servizi con una maggiore prossimità, da sottolineare anche l’istituzione degli Ambulatori Sociosanitari Territoriali che saranno la casa dei medici di famiglia riuniti in rete e/o cooperativa che potranno effettuare prestazioni e esami diagnostici a bassa intensità. In questo modo mitighiamo l’affollamento delle agende degli ospedali e miglioriamo l’appropriatezza clinica.
PANDEMIA E MALATTIE INFETTIVE
Viene inoltre istituito il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie infettive a supporto della gestione delle emergenze epidemiche e pandemiche – nella logica del principio One Health – come ente controllato dall’amministrazione regionale. Quindi, è istituito il Piano pandemico regionale che, in ossequio a quello nazionale, declina l’azione operativa a livello locale.
PREVENZIONE E SALUTE MENTALE
“L’esperienza pandemica ha evidenziato quanto sia fondamentale potenziare la prevenzione e il comparto della salute mentale. Vengono, pertanto, potenziati i Dipartimenti di prevenzione e di salute mentale, costituiti quali articolazioni delle ASST. I dipartimenti di prevenzione sanitaria hanno funzioni di governo ed erogazione delle prestazioni per la tutela della salute della popolazione, mentre i dipartimenti di salute mentale gestiscono la domanda connessa alla cura, all’assistenza e alla tutela della salute mentale nell’ambito del territorio di riferimento”.
DISTRETTI
“A livello organizzativo, per rafforzare il collegamento fra rete d’offerta e territorio, vengono istituiti i distretti (uno ogni 100.000 abitanti, uno ogni 20.000 abitanti nelle aree montane e nelle aree a scarsa densità abitativa), anch’essi costituiti quali articolazioni delle ASST, con funzioni di governo ed erogazione delle prestazioni distrettuali, prevedendo un adeguato coinvolgimento dei sindaci e degli enti locali. Quale figura direttiva del distretto può essere nominato anche un medico di medicina generale con almeno 10 anni di esperienza al fine di favorire una reale cooperazione e integrazione della medicina di famiglia con l’offerta erogativa delle aziende sanitarie. Il distretto è, inoltre, il luogo di confronto con i sindaci e gli amministratori locali che sono coinvolti nelle scelte programmatiche in ambito sanitario, sociosanitario e sociale attraverso l’espressione di un parere obbligatorio”.
CURE PRIMARIE
“La legge approvata assegna alle Asst l’attuazione degli atti di indirizzo, di pianificazione e di programmazione regionali con le connesse attività di programmazione ed organizzazione dei servizi a livello locale, sulla base della popolazione di riferimento, mentre attribuisce alla Regione la funzione di accreditamento istituzionale delle strutture pubbliche, private e dei professionisti che ne facciano richiesta. I controlli sono effettuati dalla Regione, tramite l’Agenzia di controllo (ACSS), in seguito alle assegnazioni delle funzioni di vigilanza e controllo degli erogatori privati accreditati di valenza regionale o extraregionale con cui la Regione ha stipulato gli accordi contrattuali”.
VOLONTARIATO E TERZO SETTORE
“Ampia rilevanza è stata data anche ai pazienti, alle loro organizzazioni, al volontariato e al terzo settore con lo scopo di collaborare con il personale sanitario, nell’ottica dell’umanizzazione dei servizi sanitari e sociosanitari e in un’ottica sussidiaria, favorendo momenti di aggregazione ed ascolto delle realtà associative. Le associazioni collaboreranno con la Regione nella definizione del Piani Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA)”.


