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Boffalora/Vetropack-1, il discorso perfetto di Massimo Garavaglia.. e la sua ‘presenza’ nell’est Ticino

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BOFFALORA  – “Quest’anno, se va come va, cresciamo come Italia del 6% di Pil o anche di piu’ probabilmente, l’anno prossimo del 4,5%. Un grande rimbalzo, il piu’ grosso rimbalzo che c’e’ in Europa; pero’ cosa succede dopo?
Questo rimarra’ un rimbalzo o diventera’ la base per una crescita solida negli anni futuri? Dipende. Dipende dalla capacita’ del sistema Paese di attrarre investimenti”.

Cosi’ Massimo Garavaglia, ministro del Turismo, alla posa della prima pietra del nuovo sito produttivo di Vetropack, ieri a Boffalora.

“I miei complimenti all’amministrazione, a chi ha seguito il progetto, ma soprattutto ai vertici di Vetropack che ci hanno creduto – ha proseguito il ministro – perche’ questo e’ quello che fa si’ che questo rimbalzo diventi la base per qualcosa di strutturale. Crescita “sostenibile”, perche’ il termine sostenibile e’ difficile anche da spiegare. A furia di dire “sostenibile” uno non capisce che cosa vuol dire, invece in realta’ e’ un po’ piu’ semplice. Se pensiamo a un patrimonio, a un’azienda che ha un patrimonio, quando hai un patrimonio devi farlo rendere, farlo crescere e non consumarlo. E’ esattamente quello che succede qui, con questo investimento. C’e’ un patrimonio che era un’area dismessa e viene rimessa a reddito in maniera molto efficiente per produrre packaging in vetro”.

Così parlò il ministro del Turismo  Massimo Garavaglia, ieri a Boffalora. Un discorso diretto, sintetico, essenziale. Che ha rasentato la perfezione. Massimo Garavaglia è un ministro del Fare, diverso e lontano anche nell’immagine dalla ritualità della Lega di un tempo (pensate ai Castelli, ai Calderoli, persino a Bobo Maroni). 

Schietto, ma profondamento dentro i conti e i numeri dello Stato (come ex viceministro all’Economia e componente, da anni, della commissione Bilancio del Parlamento), ‘Sgara’ è un ministro di rito ambrosiano, come scriverebbe il Foglio, sempre più ‘addentro’ al giorgettisimo e alla vicinanza- ideale, funzionale, naturale- con Giancarlo Giorgetti, vero ‘pivot’ del Carroccio nel governo di Mario Draghi.

E mentre ieri sentivamo l’ex alunno della Bocconi di Mario Monti recitare delle parole per nulla intrise di retorica, ci sovveniva pure che quella di ieri- dall’insediamento del governo Draghi, risalente al 13 febbraio scorso- era la prima presenza pubblica e istituzionale del ‘nostro’ ministro nell’est Ticino, il ‘suo’ e nostro est Ticino.

Una presenza quanto meno provvidenziale: si pensi al delicatissimo tema della strada per Malpensa e al fatto che il deputato eletto nel collegio Abbiategrasso Magenta, Michela Brambilla, passa il tempo a difendere cinghiali, animali di affezione e di altro genere, e non ha MAI portato in Parlamento neppure una semplice interrogazione su di un tema cruciale per lo sviluppo territoriale.

Ci serve (o servirebbe) eccome, un Ministro attento all’est Ticino. Massimo Garavaglia siede in Consiglio dei Ministri 40 e rotti anni dopo Giovanni ‘Albertino’ Marcora da Inveruno.

E benché il mondo politico sia cambiato radicalmente, sono diverse le (potenziali) consonanze tra i due. Nel vederlo a fianco dei suoi pretoriani presenti ieri, come Curzio Trezzani e il sindaco Sabina Doniselli, abbiamo fatto giust’appunto questa riflessione (c’era anche il sindaco di Marcallo…): quanto servirebbe, un Ministro più presente..

Farebbe bene. A tutti. Ciò detto, davvero un discorso filato ed eccellente.. ‘Sgara’.

A buon rivederci.

Fabrizio Provera

 

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