È stato condannato all’ergastolo in Corte d’Assise a Novara Stefano Emilio Garini, il 62enne di Milano accusato di aver ucciso la madre Liliana Anagni, 89 anni,
le cui ossa erano state ritrovate nell’ottobre del 2022 in riva
al Ticino a San Martino di Trecate nel Novarese.
Garini, agente immobiliare, è detenuto nel carcere di Ivrea. I reati per cui
era a processo sono omicidio premeditato e aggravato dal vincolo
familiare, distruzione di cadavere, truffa, auto riciclaggio,
falso in atto pubblico.
La Corte d’Assise ha accolto le richieste del pm Paolo Verri, escludendo soltanto l’aggravante della premeditazione, e lo ha condannato anche per le altre
imputazioni: truffa ai danni dello Stato e del Comune di Milano,
auto riciclaggio e falso. Decisa la confisca di una somma pari a
27.300 euro, che l’imputato avrebbe indebitamente percepito.
Per i giudici Garini avrebbe commesso il delitto per
intascare i soldi della pensione e dell’accompagnamento. Un
cercatore di funghi aveva ritrovato le ossa il 10 ottobre 2022
in località Bosco Marino, nell’area del Parco del Ticino, poco
distante dal ponte sul fiume che collega il Piemonte alla
Lombardia.
Erano state rinvenute vertebre, un frammento di
mandibola, il femore. Il cranio non è mai stato ritrovato. La
svolta della vicenda era venuta dal rinvenimento di una protesi
su una vertebra dove erano leggibili sia il marchio di fabbrica
sia il numero di matricola, che avevano permesso di identificare
Liliana Agnani. Secondo quanto ricostruito durante le indagini,
la sera del 18 maggio 2022, fino alle 20, Liliana Agnani era
viva. Poi era stata portata dal figlio in carrozzina a fare una
passeggiata nei boschi, in un luogo impervio nella zona Sorgente
delle Tre Fontane. Da qual momento nessuno l’aveva più vista.


















