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Dall'archivio:

Tutti pro Draghi? Finiguerra dice NO, intanto i sondaggi Verdi-SI dicono che..

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Potrebbe contenere informazioni obsolete o visioni da contestualizzare rispetto alla data di pubblicazione.

 

CASSINETTA E se l’appello pro Draghi di Luca Del Gobbo è stato ripreso dall’agenzia Ansa (il neo sindaco di Magenta ha giocato di contropiede, essendo il primo sindaco NON di capoluogo a fare endorsement pro premier dimissionario), da Cassinetta ieri ha replicato Domenico Finiguerra.
Il battagliero sindaco della piccola perla sul Naviglio e consigliere di Città Metropolitana ha preso carta e penna (virtuali) e diffuso su Facebook il suo personale controcanto, ossia il NON appello a Draghi. Anzi tutt’altro: Finiguerra, nel post che riportiamo integralmente, si dichiara del tutto contrario al modello politico e sociale dell’ex numero uno della BCE. Leggiamo.
 

IO NON HO FIRMATO ALCUN APPELLO A DRAGHI.
ANZI CREDO SIA UNO DEI MAGGIORI RESPONSABILI DEL DISFACIMENTO GENERALE IN CORSO.
In coincidenza con l’appello di mille sindaci (su 8 mila) a Draghi affinché ritiri le sue dimissioni, un dirigente milanese del PD (Paolo Razzano) ha pubblicato una foto di gruppo di sindaci della Città Metropolitana (tra cui ci sono anche io) accompagnata dal seguente testo: “In questo momento di assoluto delirio politico, almeno i #Sindaci restano un presidio di saggezza e senso della realtà. Grazie!”
Ci tengo a precisare che io non ho firmato l’appello che circola.
Anzi, mi colloco su posizioni politiche diametralmente opposte a quelle del Presidente del Consiglio Mario Draghi.
Credo che il paese oggi sia messo peggio di quando Draghi ha iniziato a governarlo e penso che l’Italia abbia bisogno di una vera alternativa lontana e ben diversa dalle formule politiche, economiche e culturali di cui Draghi è forse l’esponente più importante, attore protagonista del vigente modello socio-economico che sta portando l’Italia e l’Europa verso il baratro ed il fallimento generale.
I SONDAGGI DEI VERDI
Intanto, seppur lontano da Cassinetta, i sondaggi continuano ad essere pubblicati. E quello di ieri sera per il tg La 7 di Enrico Mentana dice che Fratelli d’Italia si conferma primo partito in Italia con il 23,8% (suo massimo storico nelle rilevazioni), seguito dal Partito Democratico al 22,1%. E sono gli unici due partiti che aumentano i consensi rispetto alla settimana scorsa: rispettivamente +0,3% per il partito di Giorgia Meloni e +0,4% per il Pd di Letta. Con il segno meno, invece, tutti gli altri maggiori partiti. E’ quanto viene fuori dall’ultimo sondaggio di SWG per La7.

La Lega di Matteo Salvini si conferma terza forza politica con il 14% ma segnando il calo di gradimento più alto, -0,5% rispetto alla precedente rilevazione. In calo anche il Movimento 5 stelle all’11,2% (-0,3%). Segue Forza Italia al 7,4% (-0,4%) e Azione +Europa al 4,9% (-0,2%).

A chiudere il quadro il dato più interessante per Finiguerra: infatti il neo cartello elettorale costituito da Verdi e Sinistra Italiana  totalizza il 3,8% (-0,1%): se la legge elettorale non cambiasse (ma anche se lo fosse cambierebbe poco), questo dato si avvicina molto alle soglie che consentono di eleggere deputati e senatori. E siccome Lombardia e Lazio aprono quasi certamente le porte ai piccoli partiti, ecco che per il primo cittadino di Cassinetta si schiudono prospettive interessanti.

Per il resto Italia Viva di Renzi al 2,7% (+0,1%) incalzata da Italexit di Paragone al 2,5% (+0,3%); Mdp Articolo 1 al 2,3% (+0,1%) e stabile all’1% Noi con l’Italia di Lupi.

Questo articolo fa parte dell'archivio di Ticino Notizie e potrebbe risultare obsoleto.

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