“Provo un profondo dispiacere da padre e da nonno nel vedere un bambino che, invece di andare a tirare due calci ad un pallone, viene “perso” per strada dalla mamma e coinvolto nelle devastazioni e nei saccheggi della città – afferma Romano La Russa, assessore regionale alla Sicurezza -. A questo punto bisogna chiedersi quale sia il contesto familiare, non scaricando le colpe, come fa la sinistra, sulla società “cattiva” che non comprende i bisogni dei giovani”.
“Se fosse confermato, come sembrerebbe da indiscrezioni, che i genitori del ragazzino siano occupanti abusivi di un alloggio Aler mi chiederei come può, chi vive nell’illegalità, fornire ai figli un’educazione adeguata – aggiunge La Russa-. Invece di accanirsi sulla famiglia nel bosco, i magistrati dovrebbero occuparsi anche di situazioni come queste dove ci sono bambini che crescono in un clima di illegalità e mancanza di rispetto delle regole”.
E conclude: “È questo il modello di integrazione voluto dalla sinistra? Sono queste le “risorse” che vogliono? L’integrazione passa prima di tutto dal rispetto della legge e delle nostre regole, dovrebbe essere inutile specificarlo”.
“Oltre il 65% dei 2300 alloggi Aler occupati è in mano ad immigrati – afferma Paolo Franco, assessore regionale alla Casa e Housing sociale di Regione Lombardia -. Non possiamo ignorare il legame che emerge tra il fenomeno delle occupazioni abusive e l’immigrazione irregolare. A pagare il prezzo di questa situazione sono soprattutto le famiglie più fragili, gli anziani, le persone con disabilità e tutti quei cittadini che hanno diritto a una casa e che l’attendono legittimamente da anni”.













