L’idea e’ venuta a Claudio Lamponi, 46 anni, che da 16 sta scontando la pena dell’ergastolo nel carcere di Opera e sta svolgendo un profondo cammino di rivisitazione del suo passato.
“Qualche settimana fa – cosi’ racconta la ‘scintilla’ del progetto – stavo uscendo dal carcere per andare al lavoro. Alla fermata dell’autobus mi e’ venuta incontro una
donna sui 60 anni ed era chiaramente la madre di un detenuto uscita da un colloquio”.
L’ha riconosciuta per una piega del volto che accomuna le madri di chi e’ in cella: “Sembra che portino addosso, visibile negli occhi e nelle spalle, tutto il
peso e le difficolta’ dei propri figli” spiega Claudio Lamponi
che in questo suo percorso ha preso il tesserino da giornalista
e scrive per Mabul, il periodico che racconta da dentro il
carcere di Opera. La donna si e’ avvicinata e gli ha chiesto:
“‘Scusami, sai come posso arrivare a Como?'”. Doveva tornare a
casa a Como e non sapeva come muoversi.













