Bellissimi di Cristo รจ la splendida definizione coniata da Luciano Prada da Corbetta- son trascorsi ormai quasi 40 anni- e dedicata ai Padri Somaschi in un libro che ne descriveva l’opera apostolica ed educativa che da lungo tempo profondono a palazzo Brentano, dove ha sede il loro istituto scolastico, e in tutto l’Est Ticino.
Quando il librรฒ usci, 1986, ero un alunno di quell’indimenticabile scuola, ed ovviamente non capii cosa significasse o volesse significare il Prada (alla lombarda, dacchรฉ fu un grande intellettuale della nostra terra).
Forse l’ho capito soltanto ora, 40 anni dopo, in morte di don Giuseppe Ceruti, classe 1942, sacerdote di Robecco sul Naviglio che dopo una lunga missione pastorale (a Milano ma non solo) nel 2017 era tornato nel suo paese nativo, assumendo la guida della comunitร parrocchiale di Casterno.
Don Giuseppe รจ morto sabato (la bislacca cultura di oggi ha come rimosso la morte: le persone mancano o scompaiono, si dice. Ma in realtร muiono, tutte, e per chi ha il dono della Fede rinascono in Gesรน Cristo), al termine di una lunga malattia, sereno, regalando sino all’ultimo parole di umano conforto per tutti coloro che lo assistevano. E’ rinato in Cristo confortato da don Simone Garavaglia, il parroco di Robecco, di molto piรน giovane ma accomunato da una Fede autentica, viva, terragna, lombarda.
E’ stato un uomo, ed un sacerdote, decisamente fuori dall’ordinario. Ha vissuto lasciando un segno profondo soprattutto tra i giovani e nel mondo ecclesiale legato allโesperienza di Comunione e Liberazione.
Chi lo ha conosciuto sa che il tratto distintivo del suo ministero era la passione educativa. Non una fede ridotta a discorso o abitudine, ma una fede vissuta come incontro vivo, capace di cambiare la vita delle persone. Una sensibilitร che affondava le sue radici nel carisma di don Luigi Giussani, il fondatore del suo ‘Movimento’, che don Ceruti aveva conosciuto e seguito con affetto e gratitudine.
Don Giussani amava ricordare che la speranza cristiana nasce da un avvenimento: dallโincontro con Cristo nella storia. Un incontro che non resta confinato nella sfera privata, ma diventa forza capace di incidere nella realtร e nella vita degli uomini. ยซLa speranza cristiana โ scriveva โ รจ un giudizio storico che trae da un avvenimento storico il suo criterioโฆ ed รจ su un Altro, su un forte Amico, che tutte le nostre azioni poggianoยป.
Era questa prospettiva a guidare anche il modo di essere sacerdote di don Giuseppe. Per lui il cristianesimo non era prima di tutto un insieme di regole o di tradizioni, ma un fatto vivo, una presenza capace di dare significato a ogni aspetto dellโesistenza.
Il carisma di don Giussani, ricordato come capace di ยซtoccare il cuore di migliaia di giovaniยป, aveva al centro proprio questa intuizione: Cristo come risposta ai desideri piรน profondi del cuore umano, come centro unificatore della realtร . Ed รจ in questa esperienza che don Ceruti aveva trovato la sorgente del suo impegno pastorale.
Chi lo ha incontrato lo ricorda come un sacerdote semplice e vicino alle persone (anzi, alla persona), capace di ascoltare e di accompagnare. Un uomo che credeva profondamente nel valore della comunitร e nel compito educativo della Chiesa, soprattutto verso le nuove generazioni.
In un tempo spesso segnato da solitudine e individualismo, don Giuseppe Ceruti ha testimoniato con la sua vita che la fede puรฒ ancora essere un luogo di incontro, di amicizia e di speranza.
Sono centinaia le testimonianze, le parole di sincero affetto lasciate dai suoi fedeli in questi giorni, mentre da ieri รจ ininterrotto il flusso di persone che lo ha voluto salutare, un’ultima volta, nella chiesa di sant’Andrea a Casterno, cinta dal silenzio della vallata, dove siamo stati anche noi, domandandoci quanto stride il rumore di fondo della modernitร che tutti viviamo col silenzio capace di rimandare all’Eterno che circonda Casterno, la sua vallata, quei panorami ispirati alla Bellezza che ci parlano di un Oltre, un Assoluto, che in tutta evidenza trascende il materiale.
Delle tantissime parole lasciate sui social alcune ci hanno colpito: quelle di Sonia, che ha parlato di don Giuseppe Ceruti come di un sacerdote capace di parlare all’anima profonda delle persone, senza bisogno di conoscerle.
Le sue omelie resteranno per sempre nella memoria di tutti noi. Ne ricordo una la mattina di Ferragosto del 2020, l’annus horribilis, quando ricordava che nelle campagne, il 15 agosto, i contadini pasteggiavano a cassoeula e vino rosso, abbondante, in aperta contraddizione con la nomea di piatto invernale del nostro ‘bottaggio’.
Le foto condivise in queste ore ci parlano, ci restituiscono, la figura esemplare di un uomo (prima che di un servitore della Chiesa) immerso profondamente nella vita, gioviale, sorridente, entusiasta di portare quel Gesรน Cristo per il quale aveva donato la sua nell’esistenza di tutti. Giocando a carte, al bar, partecipando a una festa, indossando la talare, amministrando i sacramenti.
Don Giussani, del resto, amava ricordare che la speranza cristiana nasce da un avvenimento: dallโincontro con Cristo nella storia. Non da una teoria o da un insieme di regole, ma da un fatto che accade nella vita delle persone. ร ciรฒ che mons. Luigi Negri ha definito il cuore stesso del carisma di Giussani: la riscoperta che Cristo รจ presente nella compagnia dei cristiani, nella vita della Chiesa, nella comunitร concreta degli uomini.
Monsignor Negri lo spiegava con parole chiarissime: il cristianesimo non รจ una dottrina astratta, ma un fatto vivo che si rende presente nella storia attraverso il popolo cristiano. Cristo, ricordava, non rimane confinato nel passato, ma continua ad essere presente nella compagnia dei suoi. ยซDove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loroยป: รจ questa la promessa che rende possibile lโesperienza concreta della fede.
Per questo โ spiegava ancora Negri โ lโincontro con Cristo accade dentro una comunitร , dentro una compagnia umana in cui si scopre che il vero protagonista non siamo noi, ma Lui. ร nellโamicizia cristiana che il mistero di Cristo torna a riaccadere nella vita degli uomini.
In questa prospettiva la fede non รจ mai individualismo spirituale, ma esperienza di popolo. Un popolo fatto di uomini diversi, con limiti e fragilitร , ma dentro il quale continua a manifestarsi la presenza di Cristo.
ร ciรฒ che Giussani chiamava la sacramentalitร della Chiesa: la scoperta che Cristo รจ presente nei suoi, nella comunitร che vive della sua parola e dei suoi sacramenti.
Era questa la radice profonda della sua proposta educativa: far scoprire che la fede non appartiene al passato, ma รจ una presenza che accade oggi, nella vita concreta degli uomini. Ed รจ su questa radice che si รจ sempre ‘innestata’ la missione pastorale, e umana, di don Giuseppe.
Oggi la sua comunitร lo affida alla misericordia di Dio con gratitudine. Rimane la memoria di un sacerdote che ha speso la sua vita per annunciare, con semplicitร e convinzione, che la fede cristiana รจ prima di tutto un incontro capace di cambiare la vita.
A Dio, don Giuseppe. E a buon rivederci.
F.P.
I FUNERALI DI MERCOLEDรฌ 11
Si informa la cittadinanza che, in occasione del funerale di Don Giuseppe Ceruti, mercoledรฌ 11 marzo 2026 si svolgerร un corteo funebre dalla Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista al Cimitero di Robecco sul Naviglio.
Orari indicativi
Funzione religiosa: ore 10:30 (preceduta dalla preghiera del Santo Rosario)
Partenza del corteo: ore 11:30 circa
Modifiche alla viabilitร
– Sospensione temporanea della circolazione lungo il percorso del corteo per il tempo necessario al passaggio
– Divieto di sosta con rimozione forzata dalle ore 07:00 alle ore 13:00 in alcune aree del centro e nei pressi del cimitero
– Parcheggio del cimitero chiuso al traffico (con aree riservate a autobus e autoritร religiose)
Percorso del corteo
Piazza XXI Luglio โ Via San Giovanni โ rotatoria โ Strada per Casterno โ Cimitero
Parcheggi disponibili
– Via C. dellโArsenale (parcheggio coperto)
– Via S. Pellico
– Via Trento
– Via D. Cabrini
– Vicolo Campanile (riservato a persone con disabilitร )
– Cimitero di Robecco (riservato ad autobus, sacerdoti ed altre autoritร religiose)
Si invita la cittadinanza a prestare attenzione alla segnaletica temporanea e a collaborare per garantire lo svolgimento in sicurezza della cerimonia.























