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Ma Legambiente non ci sta e vuole più pannelli solari. Sui tetti e nei campi

Mentre la Lombardia soffoca sotto la solita cappa di smog, i dati sulla nuova potenza di fotovoltaico installato nel 2025 suonano un campanello d’allarme. Se nel 2024 l’accelerazione delle installazioni aveva messo a terra (oltre che sui tetti dei capannoni e delle case) 959 MW di potenza fotovoltaica, nel 2025 è giunta la battuta d’arresto, con soli 692 MW installati nell’anno.

Un segnale preoccupante, per una regione che ha un bisogno vitale di energia per settori produttivi estremamente esigenti, e che nel prossimo futuro vedrà aumentare i propri fabbisogni per far fronte, ad esempio, alle installazioni di nuovi data center, oltre che per la crescente elettrificazione dei consumi.

“Non è il momento di frenare la corsa alle energie rinnovabili, sia per motivi di opportunità sia di sicurezza,” richiama Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Tra aumento del costo dell’energia, crisi climatica e rischi crescenti di conflitti per petrolio e gas, puntare su una crescente e rapida autonomia energetica è un bisogno vitale, non solo per la riduzione delle emissioni climalteranti. Dobbiamo raddoppiare il ritmo delle installazioni fotovoltaiche, altro che rallentare!”.

A livello nazionale, nel 2024 è stato fissato un obiettivo di crescita delle rinnovabili in Lombardia volto a raddoppiare la potenza installata rispetto al dato 2020. All’accelerazione delle crisi globali legate al mercato delle fonti fossili deve ora corrispondere una revisione, al rialzo, degli obiettivi: per ridurre la dipendenza della nostra economia da petrolio e gas, l’elettrificazione dei trasporti e l’uscita dal gas per la generazione elettrica devono diventare la priorità.

Il fotovoltaico è oggi il settore energetico tecnologicamente maturo e più conveniente per la produzione elettrica, quindi non ci sono alternative altrettanto accessibili e compatibili con l’agenda della crisi climatica ed energetica. Si tratta di realizzare, con procedure chiare e tempi certi per gli operatori, la generazione elettrica necessaria a perseguire obiettivi sfidanti di produzione fotovoltaica.

Un passaggio cruciale sarà la definizione delle aree idonee alla installazione degli impianti fotovoltaici, oggetto di un provvedimento prossimo alla discussione in Consiglio Regionale dopo la ‘falsa partenza’ dello scorso maggio, a causa di un ricorso al TAR del Lazio da parte dei produttori energetici rinnovabili.

“Abbiamo sostenuto la prima versione del provvedimento sulle aree idonee, predisposto dalla Giunta lombarda nel 2025, perché dotata di un buon livello di ambizione,” ricorda Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia. “Ora bisogna alzare ulteriormente l’asticella, individuando procedure idonee a localizzare aree per almeno 16 GW di potenza entro il 2030, sicuramente utilizzando a tal fine i tetti degli edifici, ma dotandosi anche di regole chiare, affinché le necessarie installazioni su terreno minimizzino i danni al suolo agricolo, minimizzando le procedure autorizzative.”.

I numeri del sistema elettrico lombardo in sintesi:

– la Lombardia è la prima regione italiana sia per generazione di elettricità sia per i consumi elettrici: la sua produzione – oltre 51 Twh secondo Terna (2024) – non soddisfa il fabbisogno interno, pari a circa 65 Twh, dipendendo così dalle importazioni da regioni e Stati confinanti

– la ragione di questo fabbisogno è legato in primo luogo ai consumi industriali, che pesano per il 51% dei consumi elettrici. Nonostante i suoi 10 milioni di abitanti, i consumi civili pesano solo per il 18%, meno di quelli legati al terziario (29%), sempre secondo dati Terna.

– I consumi, dopo un ventennio di calo, sono destinati a crescere nel prossimo futuro, per i nuovi data center e la crescente elettrificazione dei consumi: secondo le previsioni regionali, nel 2030 potremmo superare il picco dei primi anni 2000 con un consumo lordo di quasi 72 Twh.

– Le attuali proiezioni regionali fissano per il 2030 un dato di generazione elettrica da fonti rinnovabili pari a 23,2 Twh, corrispondente a meno di un terzo del fabbisogno: la Lombardia continuerebbe a dipendere largamente dalla produzione delle centrali a metano (28 Twh, il 39% della domanda, con 21 Twh di elettricità da importare). La nuova generazione rinnovabile dipende in modo pressoché esclusivo dal fotovoltaico: da 4 Twh prodotti nel 2024 si dovrebbe arrivare a 10,5 Twh nel 2030.

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