Le tante proteste dei cittadini e dei territori hanno convinto la Regione Lombardia a mettere mano alla recente normativa atta a regolamentare il fenomeno dei data center. Legambiente Lombardia ha da tempo indicato la strada per le necessarie e urgenti modifiche normative, e giudica positivamente le modifiche votate ieri dalla Giunta Regionale, in particolare per gli aspetti volti a scoraggiare le speculazioni su aree verdi.
“Tra gli aspetti più positivi del provvedimento vi è la nuova disciplina introdotta per le previsioni di data center da localizzare su aree verdi o agricole, e quella atta a scoraggiare la crescita smodata di istanze di allaccio alla rete elettrica,” commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia. “Molto bene l’obbligo di piano attuativo, e di connessa Valutazione Ambientale, per le previsioni di data center che investono aree agricole, per scoraggiare le facili operazioni speculative. Purtroppo la norma arriva quando molti buoi sono già scappati, in ogni caso è urgente un intervento sul Governo per disinnescare la legge nazionale che crea una ‘corsia preferenziale’ per Data Center classificati come strategici.”
L’auspicio dell’Associazione è che, da qui alla votazione in Consiglio Regionale, sia possibile inserire ulteriori miglioramenti. In particolare, oltre a certificare l’origine rinnovabile dell’energia impiegata, occorre che la norma sostenga il salto tecnologico necessario a sostituire i gruppi di continuità, attualmente alimentati a diesel, con sistemi di accumulo elettrochimico (BESS), così da evitare le emissioni inquinanti in atmosfera, e consentire di concorrere alla stabilizzazione della rete elettrica, rendendo i Data Center strutture abilitanti per la crescita delle fonti rinnovabili discontinue, come il solare fotovoltaico. Occorre poi introdurre norme specifiche per la mitigazione degli impatti – a partire dalle isole di calore – che la prossimità di un Data Center può determinare sui centri abitati più prossimi.













