Sarà eseguita il 22 gennaio l’autopsia sul corpo di Adamo Massa, il 37enne di etnia Rom, domiciliato nel torinese, morto dopo essere stato ferito durante
un tentativo di rapina in abitazione consumatosi mercoledì
scorso a Lonate Pozzolo (Varese).
Massa, entrato in casa con un complice per un furto, ha
aggredito il padrone di casa Jonathan Rivolta che lo ha ferito
con due fendenti, uno più esteso l’altro più piccolo, tra il
torace e l’addome. Massa è poi morto all’ospedale di Magenta
(Milano) dove i due complici lo hanno abbandonato durante la
fuga.
Ieri il pubblico ministero Nadia Calcaterra, che coordina le
indagini, ha notificato gli avvisi alle parti e Rivolta a
tutt’oggi non risulta essere indagato. Gli inquirenti, per il
momento, propendono per l’ipotesi della legittima difesa.
Il sindaco di Lonate Elena Carraro, che ieri ha incontrato i
famigliari di Rivolta, ha spiegato che, oltre allo shock “e alla
stato di forte pressione dovuta al momento, temono ritorsioni”.
Una paura legata alla prima reazione dei famigliari di Massa che
subito dopo il fatto hanno creato non pochi problemi in ospedale
a Magenta arrivando a divellere le porte del Pronto Soccorso.
Il 22 gennaio sarà eseguito l’esame autoptico che dovrà
stabilire le cause del decesso vagliando anche gli effetti che
la mancanza di un soccorso immediato potrebbero aver avuto sul
destino del 37enne. Massa, infatti, non è stato soccorso
immediatamente, i due complici lo hanno caricato in auto
percorrendo una distanza di quasi 20 chilometri per un viaggio
di oltre 15 minuti duranti i quali Massa è rimasto senza
assistenza medica. Quando i medici del Fornaroli hanno tentato
di salvarlo, non hanno avuto nemmeno il tempo di operarlo tanto
le sue condizioni erano disperate.


















