Rapinatore ucciso a Lonate Pozzolo, funerali nel Torinese con restrizioni

Si sono svolti ieri

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Si sono svolti ieri mattina a Nichelino, nel Torinese, in forma privata e con la partecipazione di circa un migliaio di persone, i funerali di
Adamo Massa, il 37enne di origine sinti ucciso l’11 gennaio
scorso durante una rapina in una villetta a Lonate Pozzolo, in
provincia di Varese.

Le esequie erano in forma non pubblica – come disposto
dal questore di Torino, Massimo Gambino – per ragioni di ordine
e sicurezza. Erano previsti arrivi di sinti da tutta Italia.
La decisione ha sollevato polemiche anche da parte dell’Aizo,
l’associazione italiana Rom e Sinti. “La comunità non è solo
addolorata ma si sta chiedendo il perché di questa
comunicazione. Per tradizione la comunità si riunisce in
occasione della perdita di uno o una di loro e la vicinanza è
sacra in queste occasioni. La numerosità non determina
pericolosità, ma segno di rispetto”, ha scritto l’associazione
in una nota.

Secondo quanto stabilito, la messa funebre si è tenuta nella
cappella del cimitero con la sola presenza dei familiari più
stretti, seguita dalla sepoltura, e si svolge in mattinata e non
nel pomeriggio, come invece era stato chiesto.
In origine era previsto un funerale secondo le tradizioni
della comunità, con un corteo da Collegno a Nichelino e la messa
nella parrocchia di San Vincenzo de’ Paoli.

Adamo Massa viveva nel campo nomadi di corso Unione
Sovietica, a Torino. Aveva una moglie e tre figli. Era noto alle
forze dell’ordine per precedenti arresti e una condanna
definitiva nel 2021 per rapina e furti.

Il 37enne è stato ucciso dopo essere entrato con un complice
in una villetta a due piani di Lonate Pozzolo con l’intento di
svaligiarla. All’interno dell’abitazione si trovava Jonathan
Rivolta, 33 anni, ricercatore universitario, che ha reagito
all’intrusione e all’aggressione armato di coltello. Massa,
colpito da due fendenti, era poi morto all’ospedale di Magenta
(Milano), dove i complici lo avevano abbandonato durante la
fuga.

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